La ricerca dell’Università di Catania tra nuove prospettive e collaborazioni

L’Ateneo si conferma tra le top 400 Università del mondo, tra le prime 15-20 del Paese, tra le prime 2-3 Università del Mezzogiorno, con una chiara posizione di leadership in Sicilia. A fianco dei ricercatori sarà attivo un gruppo di supporto formato da specialisti di progettazione europea e nazionale

22 Novembre 2016
Alfio Russo

“L’impatto della produzione scientifica dell’’Università di Catania è leggermente superiore alla media mondiale confermandosi, nelle diverse dimensioni quantitative e ‘qualitative’ della ricerca, tra le prime 400 università al mondo, tra le prime 15-20 del Paese e tra le prime 2-3 del Mezzogiorno con una chiara posizione di leadership in Sicilia”. Con queste parole il prorettore Alessandra Gentile, delegata alla Ricerca, ha evidenziato i risultati della produzione scientifica dell’Ateneo catanese sulla base del ranking 2015-2016 nel corso dell’incontro dal titolo “Ricerca, nuove prospettive e collaborazioni” che si è tenuto stamattina nell’aula magna della Torre Biologica “Ferdinando Latteri”.

“I dati dimostrano che la posizione del nostro Ateneo nel confronto nazionale e internazionale è sensibilmente migliorata rispetto al biennio 2010-2011, primo anno di rilevazione dell’University Ranking of Academic Performance (Urap) e che la performance è piuttosto differenziata per aree scientifiche – ha aggiunto il prorettore, tracciando lo stato dell’arte alla presenza del direttore generale Federico Portoghese -. Per questo in alcune aree dobbiamo migliorare la collaborazione internazionale. A tal fine l’Ateneo ha messo in campo 4 milioni di euro di risorse proprie per il nuovo bando di finanziamento della ricerca (Fir) per sostenere la ricerca dei docenti, stimolare la progettazione internazionale, il protagonismo progettuale dei docenti più giovani e il coordinamento dipartimentale delle iniziative di finanziamento della ricerca. Due le linee di intervento: 750mila euro per sostenere e incentivare la partecipazione ai bandi competitivi europei e internazionali con contributi ai ricercatori che hanno presentato progetti di ricerca con l’obiettivo di rafforzare la capacità progettuale, migliorare alcune criticità in fase di valutazione; 3milioni 250mila euro in attività di ricerca dipartimentale proprio per premiare la centralità del ruolo dei dipartimenti come luogo di programmazione, coordinamento e gestione delle attività di ricerca e incentiva l’autonomia dei dipartimenti stessi nelle decisioni strategiche di investimento in attività di ricerca sui progetti da finanziare e sulle strumentazioni e dotazioni libraria da aggiornare o acquistare”.

“Nel 2014 - ha aggiunto la prof.ssa Gentile – abbiamo finanziato ben 196 progetti di ricerca Fir per quasi 3,8 milioni di euro”.

Successivamente il prorettore ha citato i dati relativi ai progetti banditi nel periodo 2009-2015 evidenziando il finanziamento di 260 progetti su 879 presentati ai bandi emessi da associazione/fondazioni (6 su 43) e da ministeri/enti territoriali (254 su 836). “E’ stato finanziato il 30% dei progetti presentati per entrate derivate da finanziamenti per quasi 12,5 milioni di euro – ha aggiunto il prorettore – su risorse del 7° programma quadro europeo (47%), poi Italia-Malta (13%), Horizon 2020 (10%), Eranet (7%), Imi (2%), Onr (2%) e altri programmi (19%)”. Nel dettaglio si evidenziano i 49 progetti finanziati su 199 proposte nel 7° programma quadro europeo (2010-2013) e 7 finanziati su 92 proposte in Horizon 2020 (2014-2015).

“Risultati da migliorare e per questi motivi abbiamo affidato la partecipazione ai bandi ad un gruppo di supporto tecnico formato da specialisti di progettazione europea e nazionale rappresentato dalla società di consulenza “Ernst & Young”. L’obiettivo è incrementare il numero, migliorare l’integrazione e aumentare la competitività delle proposte, oltre all’attività di formazione del personale d’ateneo responsabile degli uffici dipartimentali di progetto. L’Ateneo, per facilitare la ricerca, punta anche sul Brit e Stabilimento utilizzatore unico, sul Polo tecnologico, sull’Azienda agraria sperimentale e sui Poli museali oltre all’adesione al sistema “Institutional Research Information System” per la gestione dei dati della ricerca, uno strumento fondamentale per l’analisi, monitoraggio, indirizzo e valutazione del ciclo della ricerca” ha aggiunto la prof.ssa Gentile.

E ancora la ricerca collaborativa tra impresa del farmaco e istituzioni accademiche (la “GlaxoSmithKline” ha selezionato 10 proposte dell’Ateneo catanese), l’intervento del Fondo per la crescita sostenibile a favore di progetti di ricerca e sviluppo in ambiti tecnologici identificati da Horizon 2020 (8 proposte di partenariato, 12 lettere di intenti per attività di consulenza), l’Interreg Italia-Malta 2014-2020 (12 proposte presentate come capofila per un contributo richiesto di 7,2 milioni di euro, 14 proposte come partner per quasi 5 milioni di euro), partecipazione a Cluster Energia, Economia del mare e Patrimonio culturale e la collaborazione con FameLab Italia.

Attività di ricerca che saranno “sostenute” anche dalla società di consulenza “Ernst & Young” rappresentata oggi da Sabrina Mucci e Fabio Romagnoli, i quali hanno evidenziato le 4 attività in atto in Ateneo: formazione del personale tramite incontri (in programma altri 4) per approfondire le competenze tecniche di gestione, management e rendicontazione relative ai bandi comunitari; ricerca e individuazione dei finanziamenti per l’Ateneo; consulenza per lo sviluppo e definizione delle idee progettuali e la programmazione delle proposte; consulenza e supporto nell’elaborazione dei documenti e circolari esplicativi necessari la gestione dei programmi comunitari.