La medicina legale come disciplina bibliometrica

Alle Torri Biologiche un convegno promosso dal prof. Cristoforo Pomara

31 Gennaio 2018
Giuseppe Melchiorri

“Stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti e riforme in ambito medico. Per quanto riguarda la nostra disciplina, ad esempio, la Legge Gelli – Bianco del 2017, la cosiddetta riforma della responsabilità medica, ha di fatto sancito di fatto sancito che per gli incarichi peritali, sia in ambito penalistico, sia in ambito civilistico di valutazione di responsabilità debbano essere nominati specialisti di medicina legale, scelti in base a valori bibliometrici”.

Ha spiegato così il prof. Cristoforo Pomara, docente di Medicina Legale nel dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e Tecnologie avanzate “Gian Flippo Ingrassia” dell’Università di Catania, le motivazioni che lo hanno spinto ad organizzare il convegno dal titolo “La medicina legale tra presente e futuro: evoluzione di una disciplina da sempre di ausilio alla Giustizia ed oggi anche bibliometrica”, che si è svolto ieri pomeriggio nell’aula magna della Torre biologica dell’Ateneo catanese.

Per questa disciplina, da sempre a servizio e d’ausilio della Giustizia, il passaggio alla bibliometria rappresenta una vera e propria rivoluzione: “tramonta – ha sottolineato il docente – l’epoca dell’autoreferenzialità della medicina legale. Si supera quella convinzione per cui il medico legale bravo è quello che ha fatto più autopsie. Oggi il giudizio sul medico non si misura più con criteri esperenziali, ma attraverso la sua esperienza scientifica, certificata da pubblicazioni su riviste accreditate e quindi revisionate tra pari”.

“Siamo particolarmente orgogliosi – ha concluso il prof. Pomara – che anche il presidente dell’Anvur abbia accettato il nostro invito: dimostra l’attenzione che a livello centrale c’è nei confronti della bibliometria anche in ambito medico-legale. I processi di accreditamento e di valutazione della qualità rappresentano oggi il motore che sta alla base del governo delle università”.

L’incontro è stato aperto dagli indirizzi di saluto del rettore Francesco Basile, dell’assessore al welfare del Comune di Catania Fortunato Parisi, del presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Catania, Massimo Buscema, del direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania Paolo Cantaro, del presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Catania Giuseppe Sessa e del direttore del dipartimento Stefano Puleo.

“Con il convegno odierno – ha aperto il direttore Puleo – vogliamo dare un benvenuto pubblico al prof. Pomara, un’eccellenza nel suo campo, che è stato chiamato al ruolo di professore ordinario lo scorso 20 novembre. Una chiamata che si inserisce in una più ampia azione di rinnovamento, reclutamento e progressioni di carriera che stiamo portando avanti grazie al sostegno del nostro rettore. La medicina legale, con la sua azione di supporto alla Giustizia e alla Forze dell’Ordine, rappresenta una disciplina che può aiutare il dipartimento anche nell’ambito dello sviluppo della terza missione”.

“Ringrazio il prof. Pomara per avere promosso questo incontro – ha poi affermato il rettore Basile -. Siamo molto soddisfatti di averlo scelto come nuovo ordinario in una disciplina che a Catania ha una notevole tradizione, che lui porterà sicuramente avanti. La medicina legale catanese ha avuto dei trascorsi importanti grazie a maestri come Biagio Guardabasso. Attualmente il nostro gruppo di medici legali con la loro attività tengono alta la reputazione di questa scuola. Il prof. Pomara si inserisce quindi in un ambiente valido, che potrà comunque beneficiare della sua esperienza e delle sua qualità. Ci aspettiamo che la medicina legale catanese possa diventare un punto di riferimento per tutto il territorio”.

“Mi unisco anche io al benvenuto al prof. Pomara – ha poi evidenziato il prof. Sessa -, sono contento del suo arrivo nella nostra Scuola. Già questo convegno dimostra il suo grande valore scientifico. La medicina legale, infatti, è una disciplina in evoluzione; in precedenza era rimasta incardinata su schemi obsoleti che non rispondevano più alle esigenze né dei medici, né degli addetti ai lavori in campo giurisprudenziale”.

“Come direttore del Policlinico – ha concluso il dott. Cantaro - posso assicurare che accetteremo con entusiasmo gli impulsi e le nuove idee che il prof. Pomara ci fornirà, non solo nell’ambito della sua disciplina, ma anche per quanto riguarda la vita dell’azienda ospedaliero-universitaria. Problematiche come il rischio clinico e la sua gestione per essere risolte hanno bisogno dell’intervento di grandi professionisti come il nostro docente”.

Successivamente si è tenuta una tavola rotonda presieduta dai prof. Puleo e Sessa e introdotta e moderata dal portavoce del rettore Antonino Biondi. Sono intervenuti, oltre al prof. Pomara, i docenti dell’Università di Roma La Sapienza Vittorio Fineschi che ha parlato dell’importanza della bibliometria in ambito medico e Paola Frati, che si è soffermata sulla riforma della responsabilità medica.

Nella seconda parte del convegno il prof. Paolo Miccoli, presidente dell’Anvur, ha tenuto un intervento su “Dalla Vqr all’accreditamento istituzionale: prospettive di un nuovo modello di università”, confrontandosi con il rettore Basile e i rettori delle Università di Palermo, Messina, Enna e Foggia Fabrizio Micari, Pietro Navarra, Giovanni Puglisi e Maurizio Ricci.