La generazione dei Millennial, un libro per comprendere i loro sogni

Presentato ad Ingegneria il volume che raccoglie i contributi di 33 studenti dell'Ateneo
 

2 Maggio 2018
Giuseppe Melchiorri

Un libro per presentarsi, per far conoscere le proprie idee, i propri sogni, le paure e le speranze. E’ questo il messaggio del volume “Oltre – I Millennial dell’aula D21” (Malcor D’Edizione), una raccolta di contributi di 33 studenti dell’Università di Catania, presentata nei giorni scorsi al dipartimento di Ingegneria civile e Architettura (Dicar) dell’Ateneo.

Il volume - curato dagli studenti Pietro Campolo e Federico Pulvirenti di Ingegneria e Concetto Interdonato e Roberta Campolo di Giurisprudenza – nasce da un’idea del prof. Antonino Longo, che insegna Geografia Economico-Politica al Dicar.

“Il progetto – ha affermato Pietro Campolo - è nato circa un anno e mezzo fa dalla volontà di trasmettere i pensieri di una gioventù troppe volte non ben capita da persone che sono al di fuori della realtà che vive uno studente. Il prof. Longo ci ha dato un foglio bianco e ci ha invitato a scrivere in modo diretto e senza intermediazioni, il nostro stato d'animo, con l'intento di fare emergere sogni, problemi e ansie. Come nel film “Collater Beauty”, dove il protagonista scriveva delle lettere a concetti astratti come amore, tempo e morte, abbiamo pensato di scrivere lettere sui sentimenti e valori”.

“Il nostro docente – ha spiegato Federico Pulvirenti – voleva smentire l’idea sbagliata che molti hanno verso la nostra generazione. Il filo conduttore del volume, infatti, è proprio il volere farci conoscere. Abbiamo suddiviso il volume in cinque aree tematiche: amore, fiducia, coraggio, tempo e giustizia. I 33 colleghi che hanno scritto i loro contributi si sono mossi dentro una di queste tematiche per scrivere quello che volevano, ognuno col proprio stile, ognuno con le proprie emozioni. Ne è venuto fuori un ritratto dei “Millennial”, che non meritano le critiche che spesso ricevono. Siamo ragazzi esattamente uguali a quelli delle generazioni precedenti, con gli stessi problemi, le stesse paure, ma anche le stesse speranze per il futuro”.

Parole di sostegno all’iniziativa sono giunte dal direttore del Dicar Enrico Foti, intervenuto alla cerimonia di presentazione insieme al prof. Longo e alla prof.ssa Simona Gozzo, ricercatore di Sociologia generale al dipartimento di Scienze politiche e sociali: “Il Dicar – ha spiegato il prof. Foti - già da tempo sta svolgendo una campagna di sensibilizzazione nei riguardi dei propri docenti volta a migliorare l'efficacia della didattica, attraverso un attento monitoraggio del rapporto insegnamento-apprendimento, e ad orientarla verso una dimensione interattiva, fondata appunto sul massimo coinvolgimento degli studenti”.

“In quest'ottica – ha continuato il direttore - gli studenti non sono più considerati meri destinatari delle attività didattiche bensì veri e propri protagonisti di un dialogo e di una sinergia didattica con i docenti, che ha infatti trovato da ultimo brillante espressione, per esempio, nella pregevole attività svolta dagli studenti nell'ambito della riattivazione del Museo della Rappresentazione, o  in quella svolta nell'ambito del laboratorio sui Paesaggi delle Mafie, in cui gli studenti sono stati invitati a ragionare, insieme alle comunità locali, su come sia possibile far emergere e arginare le relazioni deviate e il modo in cui esse influenzano la produzione di paesaggio. Un plauso a quest'ultima iniziativa promossa dal professor Longo, che si inserisce proprio nel solco dell'auspicata dimensione interattiva della didattica”.