La dottoranda Giorgia Lo Tauro alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea

Svolgerà un tirocinio di cinque mesi in Lussemburgo. Un'opportunità grazie agli studi all'Università di Catania

15 Settembre 2020
Alfio Russo

Dall'Ateneo di Catania al plateau Kirchberg di Lussemburgo. È la prossima sfida di Giorgia Lo Tauro, dottoranda del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania che svolgerà un tirocinio retribuito di cinque mesi nel gabinetto di un giudice della Corte di Giustizia dell'Unione Europea dove potrà collaborare alla ricerca e approfondire le diverse tematiche dell’ufficio di competenza.

«Si tratta di una singolare opportunità per osservare da vicino le funzioni di interpretazione e di vigilanza nell’applicazione del diritto dell’Unione europea – racconta Giorgia Lo Tauro -. Potrò, inoltre, partecipare alle udienze e frequentare la Biblioteca della Corte, dove peraltro ho svolto di recente un breve periodo di ricerca. E proprio da questa esperienza è maturata la decisione di candidarmi per il tirocinio presso i gabinetti dei membri della Corte di giustizia e del Tribunale dell’Unione europea».

«Avrò l’opportunità di approfondire e affinare gli studi in materia, acquisendo skills e metodi di lavoro che un tirocinio ‘giudiziario’ consente di sperimentare – aggiunge la dott.ssa Lo Tauro che ha esperienze pregresse di tirocinio negli uffici giudiziari territoriali -. Il valore aggiunto, in questo caso, sarà dato dal contesto internazionale, proprio dei tirocini nelle istituzioni europee e internazionali, che potrà consentire importanti occasioni di scambio, confronto e, quindi, crescita. Il sito della Corte pubblica periodicamente aggiornamenti su queste opportunità promosse anche dai canali del Centro di Documentazione europea dell’Università di Catania».

Giorgia Lo TauroLa dottoranda Giorgia Lo Tauro

La dottoranda, nell’ambito del programma dottorale internazionale in Giurisprudenza, svolge una ricerca in Diritto dell’Unione europea (supervisor la prof.ssa Adriana Di Stefano) con una tesi sui profili relativi alle interazioni tra il diritto alla protezione dei dati personali e il processo di integrazione europea sviluppando così interessi di ricerca sulla tutela internazionale ed europea dei diritti umani, sulla rule of law nel diritto dell’Unione europea, sulla politica dell’Unione di allargamento ai Balcani occidentali.

«Il programma di dottorato di ricerca internazionale in Giurisprudenza (coordinato dalla prof.ssa Anna Maria Maugeri) mi ha offerto la possibilità di frequentare percorsi specialistici in Diritto europeo e di coltivare i miei interessi di ricerca anche e in collaborazione con altre università, come la Ca’ Foscari di Venezia e l’Università di Lubiana   - spiega Giorgia, già abilitata alla professione forense -. Seguire un dottorato nello stesso dipartimento in cui ho conseguito la laurea, pur costituendo grande motivo di orgoglio e offrendo il vantaggio di una continuità formativa, poteva ridurre le occasioni di scoprire realtà accademiche nuove e diverse. E, invece, proprio questo aspetto non è affatto mancato: sin dal primo anno le possibilità di confronto con colleghi e docenti di altri atenei nazionali e stranieri sono state molteplici ed estremamente arricchenti. Il programma del corso, infatti, oltre a predisporre un’attività formativa interna, con seminari interdisciplinari e specialistici, consente anche di partecipare ad incontri in altri Atenei e sollecita la continua formazione linguistica. Ho potuto svolgere periodi di ricerca all’estero, come quello all’Università Paris Nanterre, nell’ambito degli scambi Erasmus+ per dottorandi, e quello in Bosnia Erzegovina per approfondimenti paralleli su profili relativi al processo di adesione degli Stati dei Balcani Occidentali all’Unione europea. Ulteriori opportunità di crescita e confronto sono derivate dalla partecipazione ad una Summer School attinente al tema della mia tesi all’European University Institute e dagli incontri con colleghi stranieri in diverse università europee».

Villa Cerami

«Devo molto all’Università di Catania, la mia Alma Mater, che nel percorso post lauream continua a offrimi opportunità di crescita professionale e di perfezionamento nella ricerca» spiega la dottoranda del dipartimento di Giurisprudenza diretto dal prof. Salvatore Zappalà dove è cultrice della materia in Diritto dell’Ue e componente senior dello staff della Clinica Legale Coesione e Diritto.

Proprio nel dipartimento etneo, come racconta la dott.ssa Lo Tauro, «è nata la passione per il diritto europeo grazie agli studi delle materie internazionalistiche del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, ricchi di suggestioni teoriche e di momenti di confronto con la pratica del diritto internazionale e dell’UE nella casistica dei tribunali interni».

«I corsi di simulazione processuale, le attività formative nelle istituzioni europee e internazionali, come l’esperienza della Clinica legale in diritti umani, immigrazione e cittadinanza, mi hanno consentito di costruire un percorso di studi a misura dei miei interessi e delle esigenze di approfondimento del diritto sovranazionale – ha spiegato la dottoranda etnea che ha svolto un tirocinio anche nel Dipartimento per le Politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri -. La consapevolezza dell’importanza di una formazione come giurista europea, sensibile alle questioni della protezione dei diritti umani e dei nuovi modelli di regolazione della vita giuridica di persone e imprese nel tempo della crisi, è cresciuta all’indomani della mia laurea in Giurisprudenza anche grazie alle esperienze di mobilità internazionale, nell’ambito del programma Erasmus (Université Paris Nanterre, Francia), alle esperienze formative nelle corti internazionali ed europee e prestigiose biblioteche (Strasburgo, Lussemburgo), ai corsi specialistici e seasonal schools (Napoli, Fiesole, Catania), alle occasioni offerte dall’associazionismo studentesco e alla membership di società scientifiche».

«Tutto ciò ha alimentato la possibilità di percepire quelle istituzioni meno lontane di quanto solitamente si immagini e di considerare sempre più l’Unione europea come un progetto in cui credere e a cui partecipare, piuttosto che semplicemente una materia di studio – conclude la dott.ssa Lo Tauro -. Scoprire realtà diverse, con le più disparate sollecitazioni, per mettersi in discussione, affinare metodologie di ricerca e acquisire nuove abilità, assume un valore forse ancora maggiore quando si rientra in Italia. Il confronto con i colleghi e docenti del dipartimento, infatti, ne risulta rafforzato, divenendo ancora più stimolante perché nuove e ulteriori sono le domande e, dunque, le riflessioni reciproche che incoraggiano la crescita e la curiosità. Non so ancora cosa mi riserverà il futuro, ma mi piacerebbe continuare a dedicarmi allo studio e alla pratica del diritto dell’Unione europea e spero di poter condividere con studenti, dottorandi e alumni dell’Università di Catania il bello e il buono della mia esperienza».