La Chirurgia oncologica del torace tra nuove tecnologie e trattamenti personalizzati

In Sicilia il cancro al polmone è la prima causa di morte negli uomini, la quinta per le donne

11 Maggio 2018
Alfio Russo

La chirurgia di precisione nell’oncologia toracica tra nuove tecnologie e scoperte scientifiche. Una tematica in continua evoluzione su cui esperti di fama mondiale si sono confrontati nel corso del V Simposio mediterraneo di chirurgia oncologica del torace dal titolo “Precision Surgery in Thoracic Oncology” organizzato dalla sezione di Chirurgia toracica del dipartimento di Chirurgia e Specialità medico-chirurgiche dell’Università di Catania e inaugurato giovedì pomeriggio nell’aula magna del Palazzo centrale.

«I chirurghi sono consapevoli che le nuove tecnologie e le scoperte in ambito scientifico trasformano le indicazioni chirurgiche e la nostra attività pratica – ha spiegato il prof. Marcello Migliore, coordinatore scientifico del simposio -. Il paradigma della chirurgia di precisione nasce per assicurare il miglior risultato per ogni singolo paziente con l’ottimizzazione della efficacia terapeutica, della sicurezza e la minima invasività. Una delle più importanti caratteristiche della chirurgia di precisione include, infatti, la personalizzazione del trattamento. La strategia della chirurgia di precisione nell’oncologia toracica è ancora sconosciuta e dovrebbe basarsi sull’’equilibrio tra la rimozione della lesione bersaglio, l’invasività e la personalizzazione».

Il prof. Migliore, nel corso del suo intervento, ha anche evidenziato che «malgrado i passi avanti compiuti negli ultimi decenni, il cancro del polmone rimane la prima causa di morte nel mondo e ogni anno causa più vittime del cancro del seno e della prostata messi insieme». «Nel mondo ogni 30 secondi qualcuno muore di cancro del polmone e solo un paziente su dieci sopravvive più di cinque anni dalla diagnosi» ha aggiunto il coordinatore scientifico del simposio insieme con i colleghi Luigi Santambrogio (Centro Trapianto di Polmone del Policlinico Milano), Micheal Mueller (Otto Wagner Hospital di Vienna) e Semih Halazeroglu (Acibadem Universitesi di Istanbul).

Dati che non si discostano con quelli riguardanti la nostra isola. «In Sicilia il cancro del polmone è la prima causa di morte per tumore negli uomini e la quinta nelle donne» ha spiegato il prof. Migliore che ha anche annunciato «la pubblicazione nel prossimo mese di luglio dei dati di uno studio prospettico randomizzato sul mesotelioma riguardanti la popolazione delle aree a rischio di crisi ambientale di Siracusa-Priolo, Milazzo e Gela».

Il congresso è stato inaugurato alla presenza del rettore Francesco Basile, il quale ha sottolineato che «la chirurgia di precisione nell’oncologia toracica è un settore in continua evoluzione sia dal punto di vista accademico, sia tecnico, ed è fondamentale recepire, utilizzare e trasmettere queste nuove tecniche chirurgiche nel campo della formazione perché migliorando la didattica e la ricerca, parametri principali di valutazione degli atenei da parte dell’Anvur, l’Università di Catania può compiere passi in avanti». Il rettore, inoltre, ha evidenziato «l’importanza della ricerca in questo ambito e la necessità di un maggiore connubio tra ricerca e assistenza perché solo insieme possono essere migliorate» e ha aggiunto che «per migliorare le aspettative di vita del paziente occorre analizzare attentamente il corredo genetico e personalizzare sempre più il trattamento».

Su questo punto anche il prof. Migliore ha evidenziato «l’importanza della diagnosi precoce e la necessità in futuro di un trattamento personalizzato che rappresentano la chiave di volta per poter sperare in una lunga sopravvivenza, ma ad oggi, sfortunatamente, il 60-70% dei pazienti, quando la diagnosi di cancro del polmone viene formulata, si trova in stadio avanzato e lo stesso avviene per il cancro dell’esofago con tassi di sopravvivenza a 5 anni tra circa il 13% e il 18%». «Questi sfortunati pazienti vengono quindi sottoposti a cure oncologiche non chirurgiche, quali chemioterapia o radioterapia – ha aggiunto -. L’obiettivo principale di questo simposio è revisionare lo stato dell’arte sulla chirurgia di precisione in oncologia toracica e provare a rispondere a molte domande. Potrebbe essere utile al fine di porre le basi per la chirurgia oncologica del futuro che dovrebbe prendere in considerazione non solo la “fredda” stadiazione TNM ma anche il singolo paziente a 360 gradi».

Sul tema è intervenuto anche il prof. Luigi Santambrogio che nell’evidenziare «i progressi compiuti in questo settore anche per il boom, purtroppo, del tumore del polmone nel mondo» ha precisato che «ancora molto deve essere fatto anche e soprattutto con il supporto delle nuove tecnologie come il robot o l’applicazione de laser e con l’individuazione di percorsi e di linee guide per la diagnostica delle diverse patologie».

A seguire il prof. Antonio Biondi, vicepresidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri di Catania, ha sottolineato «l’eccellenza delle professionalità in Sicilia nel settore della chirurgia toracica e in particolar modo della sezione etnea che, grazie al prof. Migliore, consente agli specializzandi in questa disciplina di essere tra i più brillanti della facoltà “Scuola di Medicina” a livello assistenziale e clinico”.

Nel corso del convegno – proseguito venerdì nell’aula magna del Policlinico universitario - illustri chirurghi italiani e stranieri come Michael Mueller dell’Università di Vienna, Alan Kirk di Glasgow, Aman Coonar dell’Università di Cambridge, Semih Halazeroglu dell’Università di Istanbul, Sion Barnard di New Castle upon Tyne e Micheal Gonzalez dell’Università di Lousanne hanno dibattuto sulle metodiche esistenti per la cura di pazienti con cancro a polmone avanzato, proponendo ulteriori studi clinici multidisciplinari per poter dare loro maggiori speranze di sopravvivenza.