La bioetica nella chirurgia oncologica e dei trapianti

Al Policlinico un confronto multidisciplinare promosso dal centro di ricerca d'Ateneo Global Bioethics and Law e dalla Società Siciliana di Chirurgia

3 Luglio 2015
Alfio Russo

Un confronto multidisciplinare sempre più aperto sulla bioetica nella chirurgia dei trapianti ed oncologica. E' quanto hanno auspicato i relatori intervenuti oggi, nell'aula magna del Policlinico, durante i lavori del "Simposio sulla bioetica in chirurgia" organizzato dal centro di ricerca d'Ateneo Global Bioethics and Law e dalla Società Siciliana di Chirurgia.

"L'innovazione nel campo della ricerca, ed in particolar modo nel campo della medicina e dei riflessi etici della medicina, richiede un momento di riflessione per risolvere gli interrogativi che negli ultimi anni esperti dei settori interessati si sono posti" ha spiegato il rettore Giacomo Pignataro nell'aprire i lavori del simposio alla presenza dei professori Antonio Di Cataldo, Giovanni Di Rosa, Marcello Migliore, Stefano Puleo e Salvatore Randazzo organizzatori dell'iniziativa e dei docenti dei dipartimenti universitari di Giurisprudenza, Scienze mediche e Chirurgia generale dell'Università di Catania ed esperti di diverse discipline, membri dell'Associazione italiana di Bioetica in Chirurgia, della Fondazione Mediterranea "Morgagni" e dell'Azienda ospedaliero-universitaria "Policlinico Vittorio Emanuele" di Catania intervenuti.

"L'Università in quanto istituzione laica non può trascurare la questione etica che si riferisce a principi primari dell'uomo che devono essere condivisi - ha aggiunto il rettore - il lavoro dei ricercatori, ovviamente, deve guardare a questi principi ed al tempo stesso le università devono formare persone e professionisti che abbiano una visione ampia della materia che trattano ed in questo caso l'uomo".
Sulla stessa linea il presidente della Scuola di Medicina, Francesco Basile, il quale ha auspicato "la definizione di linee guida bioetiche chiare nel campo della chirurgia dei trapianti e della chirurgia oncologica perché il medico deve capire con certezza fino a dove può estendere l'atto chirurgico e perché il problema dell'etica in questo campo è molto sentito e non sempre coincide con quello medico-legale".

Un tema, quello bio-medico-legale, su cui è intervenuto il direttore del centro di ricerca Global Bioethics and Law, Salvatore Randazzo, evidenziando "la necessità di un dialogo multidisciplinare tra gli esperti di diritto, etica e mondo della ricerca per definire le linee guida", mentre il presidente della Fondazione Morgagni, Sergio Castorina, ha sottolineato "l'importanza che l'Università, in quanto istituzione laica, riveste nel campo biomedico come luogo di incontro e di dialogo tra le parti". Sulla formazione delle future generazioni di medici alle tematiche della bioetica si è soffermato il presidente della Società Siciliana di Chirurgia, Stefano Puleo, evidenziando che "purtroppo i risultati della chirurgia oncologia ad oggi non sono così certi e di conseguenza si scontrano con l'etica, per questi motivi dobbiamo lavorare sui giovani medici per una maggiore educazione nel campo bioetico".

Nel corso del simposio sono state poi affrontate le tematiche relative agli aspetti bioetici dei trapianti d'organo e alle moderne cure in campo oncologico, con particolare riferimento alle terapie a bersaglio molecolare, oltre agli aspetti giuridici della chirurgia oncologica dai docenti Massimiliano Veroux, Salvatore Guttadauria, Agostino Palmeri, Giovanni Li Destri, Marco Montorsi, Marcello Migliore, Paolo Vigneri e Giovanni Di Rosa.