L’Università di Catania stanzia 4 milioni di euro per la ricerca

Le risorse saranno messe a disposizione anche dei ricercatori più giovani; a loro fianco sarà attivo un gruppo di supporto formato da specialisti di progettazione europea e nazionale

14 Giugno 2016
Alfio Russo

“Dati alla mano, l’Università di Catania si conferma, nelle diverse dimensioni quantitative e ‘qualitative’ della ricerca, tra le prime 400 università al mondo, tra le prime 15-20 del Paese e tra le prime 2-3 del Mezzogiorno con una chiara posizione di leadership in Sicilia”. Con queste parole il rettore Giacomo Pignataro, insieme con il prorettore Alessandra Gentile, delegata alla Ricerca, ha evidenziato i risultati della produzione scientifica dell’Ateneo catanese sulla base del ranking 2015-2016 nel corso dell’affollata assemblea d’Ateneo che si è tenuta stamattina nell’aula magna dell’edificio della Didattica (Cittadella universitaria), annunciando poi uno stanziamento di quattro milioni per i progetti Fir.

“La posizione del nostro Ateneo, nel confronto nazionale e internazionale – ha aggiunto il rettore, tracciando lo stato dell’arte -, è sensibilmente migliorata rispetto al biennio 2010-2011, primo anno di rilevazione dell’University Ranking of Academic Performance (Urap). L’impatto della nostra produzione scientifica è leggermente superiore alla media mondiale anche se la performance è piuttosto differenziata per aree scientifiche. E’ per questo che in alcune aree dobbiamo incrementare la collaborazione internazionale”.

Il rettore ha anche citato i dati relativi ai progetti banditi nel periodo 2009-2015 evidenziando il finanziamento di 260 progetti su 879 presentati ai bandi emessi da associazione/fondazioni (6 su 43) e da ministeri/enti territoriali (254 su 836). “E’ stato finanziato il 30% dei progetti presentati per entrate derivate da finanziamenti per oltre 12 milioni di euro – ha aggiunto il rettore – su risorse del 7° programma quadro europeo (47%), poi Italia-Malta (13%), Horizon 2020 (10%), Eranet (7%), Imi (2%), Onr (2%) e altri programmi (19%). I risultati sono da migliorare: per questo abbiamo affidato la partecipazione ai bandi ad un gruppo di supporto tecnico formato da specialisti di progettazione europea e nazionale. L’obiettivo è incrementare il numero, migliorare l’integrazione e aumentare la competitività delle proposte, oltre all’attività di formazione del personale d’ateneo responsabile degli uffici dipartimentali di progetto”.

L’Ateneo, inoltre, ha messo in campo 4 milioni di euro di risorse proprie per il nuovo bando di finanziamento della ricerca (Fir) per sostenere la ricerca dei docenti, stimolare la progettazione internazionale, il protagonismo progettuale dei docenti più giovani e il coordinamento dipartimentale delle iniziative di finanziamento della ricerca. “Nel 2014 - ha ricordato il prof. Pignataro – ne abbiamo finanziati ben 196. Adesso, col nuovo bando, abbiamo definitivo due linee generali di intervento: bandi competitivi europei e attività di ricerca dipartimentale”.

SCHEDA/ LE DUE LINEE DI INTERVENTO DEL BANDO FIR 2016:

Bandi competitivi europei.

Sarà dato un contributo ai ricercatori che hanno presentato progetti di ricerca, come coordinatori o partner, su bandi europei e che, pur avendo ricevuto una valutazione positiva,  non sono stati finanziati per mancanza di risorse.

L’obiettivo è rafforzare la capacità progettuale, migliorare alcune criticità evidenziate in fase di valutazione o ritenute tali dal proponente. Possono beneficiarne tutti i professori ordinari, professori associati e ricercatori che abbiano presentato a partire dal 2014 proposte progettuali nell’ambito delle Call sul programma Horizon 2020 e che abbiano ottenuto valutazione sopra partecipando ad un bando specifico. I ricercatori ammessi avranno l’obbligo di presentare entro due anni dall’assegnazione almeno un progetto in ambito H2020.

Attività di ricerca dipartimentale.

Con questa linea di intervento, che riceverà un importo superiore alla prima, si vuole dare centralità del ruolo dei dipartimenti come luogo di programmazione, coordinamento e gestione delle attività di ricerca.

L’obiettivo è quello di incentivare l’autonomia dei dipartimenti nelle decisioni strategiche di investimento in attività di ricerca con riferimento ai progetti da finanziare e alle strumentazioni e dotazioni librarie da aggiornare o acquistare. Andranno quindi promossi progetti di ricerca di durata biennale, a carattere innovativo, individuati mediante modalità di valutazione da definire da parte dei dipartimenti, in relazione alla tipologia dei progetti, privilegiando quelli presentati da giovani ricercatori. Le risorse da attribuire ai vari dipartimenti saranno determinate sulla base della numerosità degli afferenti che risultino attivi ai fini della produzione scientifica (in possesso dei prodotti necessari per sottoporsi alla valutazione VQR 2011-2014)”.