L’Università di Catania nel Network Innovation Life Sciences Hubs

Un hub di Big & Open Data del Sud Italia per la ricerca sperimentale e lo sviluppo industriale nell’area Biotecnologie e Scienze della Vita

31 Luglio 2021
Alfio Russo

L’Università di Catania entra a far parte del Network Innovation Life Sciences Hubs, il primo ecosistema di innovazione Life for Science 4.0 del Sud Italia per la ricerca sperimentale e lo sviluppo industriale nell’area Biotecnologie e Scienze della Vita.

Promosso dall’University of Pittsburgh Medical Center, gruppo sanitario accademico affiliato all’Università di Pittsburgh, il network ha lo scopo di avviare un hub di Big & Open Data di eccellenza in grado di confrontarsi con i grandi distretti scientifici europei e internazionali ed attrarre sul territorio i principali attori industriali in campo farmaceutico, biomedicale e delle tecnologie 4.0 applicate alla salute, con particolare attenzione alla sanità di prossimità e agli ospedali intelligenti.

A farne parte diversi atenei italiani – Catania (tramite il Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale, referente il prof. Paolo Vigneri), Palermo, Torino, Cattolica del Sacro Cuore e Unicamillus di Roma -, istituti di ricerca e imprese (Irib-Cnr, Infn, National Institutes of Health/Center for Cancer Research, Birex, IOM, Sidra Medicine, Fondazione Ri.Med, Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Bio-Oncologia e Alleanza Contro il Cancro) e aziende ospedaliere (“Cannizzaro” di Catania tramite l’Unità operativa complessa di Ginecologia ed Ostetricia e Massachusetts General Hospital/Harvard Medical School) con sede in Sicilia, Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Lombardia e Piemonte, Stati Uniti ed Emirati Arabi.

Impegnandosi a promuovere sul territorio nazionale un ecosistema innovativo in cui operano in modo sinergico partenariati pubblici e privati d’eccellenza, il network supporterà la sperimentazione di nuovi modelli per servizi per la salute innovativi che tengano conto anche dell’emergenza Covid-19 e portare la ricerca anche dentro i luoghi in cui è lontana al fine di migliorare la qualità dell’assistenza e pervenire in tempi brevi a cure sempre più personalizzate e accessibili a tutti i cittadini a prescindere dal luogo di residenza.

Tra i principali obiettivi del network la creazione di un’infrastruttura tecnologica comune in grado di supportare lo sviluppo di una Sanità 4.0, mettendo a sistema le tecnologie innovative di ciascun soggetto della rete come servizi, prodotti, progettualità già finanziate, laboratori di alta specialità, ma anche la promozione di nuove attività di ricerca e sviluppo e favorire il trasferimento dei risultati a realtà pubbliche e private. E ancora la realizzazione di un hub policentrico e diffuso attraverso nuovi Laboratori 4.0, in particolare di Intelligenza Artificiale per la Salute, di Big Data e Machine Learning per le Biotecnologie della Salute e per l’industria.

Il network prevede anche la realizzazione di piattaforme di Medicina computazionale e di simulazione per nuove molecole e nuovi farmaci, di Medicina nucleare per la promozione di sistemi intelligenti in Radioterapia innovativa e di sviluppo di tecnologie innovative per la Nanomedicina e le terapie avanzate oltre che di laboratori di ricerca e sviluppo nell’ambito della robotica per la Riabilitazione e la chirurgia mini-invasiva e di un Bio-Incubatore finalizzato al rientro in Sicilia di scienziati, ricercatori e professionisti che si trovano all’estero.

Saranno promossi anche la sperimentazione di progetti pilota di telemedicina a supporto di nuovi modelli di medicina territoriale) e filiere di specializzazione intelligente per ambiti settoriali (medicina personalizzata in oncologia, emergenza-urgenza e medicina di genere).

«Big Data, Internet of things e Intelligenza Artificiale sono gli elementi chiave delle attività del network in coerenza con la Strategia Intelligente per rispondere alle sfide che l’Italia sta affrontando come il rafforzamento della telemedicina e dell’assistenza sanitaria territoriale rilanciato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e dai programmi Horizon Europe e Digital Europe – spiega il prof. Paolo Vigneri, referente per l’Università di Catania -. Favorendo la migliore qualità dei servizi e l’ottimizzazione dei processi legati all’implementazione di nuove tecnologie, il progetto andrà a consolidare una filiera innovativa della sanità made in Italy».