L’ambasciatore australiano in visita all’Università

“Valorizzare e incentivare le collaborazioni di ricerca tra Catania e gli atenei australiani, specie nel settore delle energie rinnovabili"

14 Ottobre 2016
Mariano Campo

Incentivare le collaborazioni accademiche internazionali specialmente nel settore delle energie rinnovabili. E’ stato questo uno dei temi principali affrontati nel corso del colloquio che l’ambasciatore australiano in Itaila, Greg French, ha avuto ieri pomeriggio con il rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro.

L’incontro con il diplomatico australiano – al quale hanno preso parte anche il dr. Paul Garwood dello staff dell'ambasciata australiana, il delegato all’Internazionalizzazione dell’Ateneo Andrea Rapisarda e il direttore del dipartimento di Fisica e Astronomia Valerio Pirronello - è stato promosso in occasione della presenza a Catania del prof. Martin Green, University of New South Wales di Sidney, uno degli scienziati più eminenti a livello mondiale nel settore fotovoltaico che, su invito del prof. Antonio Terrasi, ha visitato il dipartimento di fisica e astronomia e incontrato molti ricercatori per conoscere alcune delle ricerche in atto nel campo delle energie rinnovabili. Lunedì scorso il prof. Green aveva anche tenuto un seminario sul fotovoltaico nell’aula magna della Scuola Superiore di Catania.

L'ambasciatore French ed il prof. Green hanno evidenziato la rilevanza crescente del settore delle energie rinnovabili, e di quella solare in modo particolare. French, che ha dimostrato una profonda e appassionata conoscenza del mondo scientifico, ha inoltre espresso grande stima nei confronti del sistema universitario italiano ricordando come moltissimi scienziati in Australia siano di origine italiana o addirittura nostri connazionali trasferitisi nel suo Paese dopo aver conseguito la laurea. Numerose pubblicazioni scientifiche di altissimo livello vedono scienziati italiani e australiani come coautori, il che conferma la forte collaborazione già in atto tra i due Paesi, che andrebbe ulteriormente rafforzata e formalizzata attraverso accordi ufficiali tra le università.

E proprio in quest’ottica, il rappresentante del governo australiano si è mostrato particolarmente disponibile a individuare università con le quali l’Ateneo catanese – che presenta vere e proprie eccellenze anche nei settori della fisica, della chimica, dell’energia e dei materiali - possa intraprendere un fattivo percorso di cooperazione e scambi culturali, non più soltanto occasionali o legati a iniziative personali di ricercatori. Il rettore Pignataro ha contestualmente sottolineato l’urgenza di intraprendere azioni concrete, sia politiche che ‘di sistema’, per arginare il flusso crescente di studenti e laureati che, per motivi personali o necessità professionali, abbandonano l'Italia per andare a studiare o lavorare in altri Paesi, “pur avendo a loro disposizione importanti realtà per la loro formazione e la ricerca di altissima qualità, non facilmente reperibili soprattutto nel Sud Italia”. In quest’ottica, il rettore ha illustrato all’ambasciatore French la grande opportunità offerta a ricercatori ed imprese dall’entrata in attività dei nuovissimi laboratori di bio e nanotecnologie presso le Torri Biologiche di via Santa Sofia.