Incontro con la delegazione dell’Università di Hirosaki

Promosso un protocollo per lo scambio di studenti e docenti con l’ateneo nipponico

16 Marzo 2018
Alfio Russo

Il rettore Francesco Basile ha incontrato, in Rettorato, una delegazione dell’Università di Hirosaki (Giappone) per instaurare un rapporto di collaborazione in ambito formativo e di ricerca scientifica e tecnologica con la possibilità di avviare reciproche relazioni e scambi di cooperazione internazionale. La delegazione nipponica era guidata dal direttore del Department of International Education & Collaboration, prof.ssa Kaori Sughihara.

L’accordo – che sarà siglato dal rettore dell’Ateneo di Catania, Francesco Basile, e dal presidente della Hirosaki Univesity, prof. Kei Sato, dopo le ratifiche degli organi dei due atenei – prevede anche scambi di docenti e di studenti con possibilità di studio per un periodo superiore ai 6 mesi nei corsi di laurea dei settori scientifico e umanistico. Previsto anche il riconoscimento dei crediti conseguiti dagli studenti nell’università ospitante.

L’accordo è stato promosso dal prof. Luca Capponcelli insieme con i delegati del rettore all’Internazionalizzazione – la prof.ssa Renata Rizzo per l’ambito biomedico e la prof.ssa Maria Alessandra Ragusa per l’ambito scientifico – e la delegata al Coordinamento istituzionale Erasmus, prof.ssa Adriana Di Stefano. Presenti all’incontro anche la responsabile del Coordinamento dello staff del rettore dell’Università di Catania, dott.ssa Laura Vagnoni, e il dott. Yuto Sawada dell’Università di Hirosaki.

“L’accordo, una volta siglato, consentirà di rendere maggiormente attrattivo il nostro ateneo che si apre così sempre più all’estero, in questo caso al Giappone, ospitando a Ragusa e a Catania studenti e docenti dell’Università di Hirosaki– ha spiegato il prof. Basile -, si tratta di un ulteriore passo per favorire l’internazionalizzazione che richiede, oltre agli accordi di cooperazione internazionale, anche l’incremento dei corsi tenuti in lingua inglese, attualmente 5 nel nostro Ateneo, che possono divenire cruciali per richiamare studenti stranieri”.