Inaugurato a Ragusa il convegno dell’Associazione Italiana di Studi Nord Americani

Studiosi a confronto sulle barriere del mondo contemporaneo, di cui la storia e la letteratura americana offrono un palcoscenico ricco e complesso

26 Settembre 2019

Il rettore Francesco Priolo ha inaugurato questa mattina, alla Struttura Didattica Speciale di Lingue e Letterature straniere di Ragusa, il XXV convegno internazionale biennale dell’Associazione Italiana di Studi Nord Americani (Aisna), dal titolo “Gate(d)Ways. Enclosures, Breaches and Mobilities Across U.S. Boundaries and Beyond”. Fino al 28 settembre, co-sponsorizzato dall’Ateneo di Catania e dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, si discuterà delle innumerevoli barriere e dei “muri” –fisici ma anche linguistici, razziali, o di genere- che solcano il mondo contemporaneo e di cui la storia e la letteratura americana offrono un palcoscenico ricco e complesso. E di come l’intensificarsi dei fenomeni migratori e il conseguente mescolamento delle culture sfidino questi muri rendendoli permeabili. Tra i più di cento relatori, sono presenti vari studiosi statunitensi, tra cui Ira Dworkin (Texas University), Erika Lee (University of Minnesota) e José David Saldivar (Stanford University).

"Con il  titolo scelto - ha spiegato la promotrice dell'evento, la prof.ssa Gigliola Nocera, ordinario di Lingue e letterature anglo-americane a Ragusa, che gioca volutamente sul concetto di 'Gateways/Gatedways', cioè 'Vie aperte/Vie chiuse', si intende attirare l’attenzione degli studiosi della materia, e del pubblico, sul fatto che il mondo globalizzato nel quale viviamo è sempre più percorso da muri e barriere. Ciò a dispetto dell’avanzamento tecnologico che apparentemente ne permette lo scavalcamento attraverso una connessione globale.  I muri non sono soltanto fisici (il muro contro il Messico, quello contro la Palestina, quelli di vari paesi dell’est europeo contro l’immigrazione dai Balcani, e molti altri), ma anche metaforici. All’interno delle varie giornate del convegno, e dei venticinque workshop che vedranno intervenire più di cento relatori, si parlerà anche, quindi, di barriere linguistiche, razziali, e, in una parola, culturali. E del  modo in cui esse vengono continuamente sfidate dalle nuove comunità culturali e linguistiche che –soprattutto attraverso i recenti fenomeni migratori--  cercano di attraversarle e di abbatterle. Il tema del convegno, risulta quindi particolarmente rilevante nel contesto culturale e geopolitico nel quale avrà luogo: cioè su quella che oggi è la Frontiera sud del Mediterraneo, del’Europa, e, in una parola, del cosiddetto “Occidente”.