Il videogioco tra impresa e cultura

Al dipartimento di Economia e Impresa una tavola rotonda promossa nell'ambito di "Let’s Play", il primo festival del videogioco italiano, che si terrà a Roma il prossimo marzo

24 Febbraio 2017

Si è svolta lo scorso 23 febbraio, nell'aula magna del dipartimento di Economia e Impresa dell' Università di Catania, la tavola rotonda “Let’s Play: il videogioco tra impresa e cultura”, "preview" di "Let's Play", il I Festival del Videogioco d’Italia, in programma a Roma dal 15 al 19 marzo.

L'incontro si è rivelato un grande successo, un’occasione vivace e stimolante di grande confronto, crescita e scambio culturale in cui i ragazzi e gli studenti hanno dimostrato di essere già profondamente informati sulla tematica e sulla grande versatilità che il mercato videoludico ha nell’ambito non solo del gaming ma anche nella didattica, sanità, cultura, turismo.

Nel corso della tavola rotonda, Giovanna Marinelli, una degli ideatori di Let’s Play e presidente di Q-Academy ha anunciato la volontà degli organizzatori del Festival di continuare a collaborare con Catania, città ricca di realtà innovative e all’avanguardia: “Abbiamo scelto Catania e questo evento dedicato alle realtà innovative siciliane perché qui risiedono realtà davvero importanti e in crescita. In questi ultimi anni è stato fatto tanto per raccontare le potenzialità dei videogiochi e le loro applicazioni nel quotidiano, ma non c’è ancora consapevolezza di quanto questo medium culturale sia evoluto, tanto da essere utilizzato in molti campi, come ad esempio, la didattica o la sanità. Con questo evento abbiamo voluto fare un passo avanti per portare il dibattito a un nuovo livello, mettendo insieme istituzioni, operatori del settore e giocatori attorno a un unico tavolo per parlare del futuro del videogioco in Italia e acquisire consapevolezza su come i videogame possano cambiare, in meglio, la vita di tutti quanti”.

Let’s Play dedicherà cinque giorni di appuntamenti a tutti coloro che vogliono scoprire le ultime novità del gaming e i vecchi successi che hanno fatto la storia del videogioco, ma soprattutto analizzare i mille volti di questo medium culturale che ormai è parte integrante della quotidianità degli italiani. Sarà possibile incontrare gli YouTuber più seguiti, giocare con le anteprime più attese, partecipare a tornei e a workshop per parlare di videogiochi immersi in oltre 30.000 metri quadrati fra gaming, mostre e panel.

Uno degli argomenti ricorrenti di questa giornata è stata la necessità di investire sulla formazione. Ne ha parlato anche Ilaria Amodeo, Pr Manager dell'Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi italiani (Aesvi), che ha aggiunto: “Siamo lieti di collaborare all’organizzazione del Festival e di essere in Sicilia oggi per parlarne di fronte ad alcune delle imprese locali ma con una forte vocazione internazionale che animano la scena dello sviluppo di videogiochi Made in Italy. Secondo il nostro ultimo Censimento, Sicilia e Puglia sono le regioni del sud Italia con la più elevata concentrazione di studi di sviluppo di videogiochi, che in tutta Italia sono 120 e impiegano circa 1.000 persone, per lo più giovani e con un’elevata specializzazione”.

Testimoni della crescita dei talenti siciliani e consapevoli di come il mondo del videogioco sia sempre più un’occasione di lavoro, il prof. Rosario Faraci, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese e il prof. Sebastiano Battiato, presidente del Corso di Laurea in Informatica, soddisfatti per la formativa “lezione” di oggi sul mondo dei videogiochi: “Catania è una learning city a tutti gli effetti. E' uno straordinario luogo in cui creatività, fantasia ed innovazione vengono messe a disposizione del fare impresa. Let's Play conferma che il talento catanese esiste anche nel mondo della produzione dei videogiochi, dove la solida tradizione in materia di informatica e di elettronica si coniuga perfettamente con spirito di iniziativa ed imprenditorialità”.

Importantissima la presenza di Renato Scifo, responsabile dell'UO Centro per i Disturbi dello Spettro Autistico dell'Asp Catania e Salvatore Garozzo, direttore del dipartimento di Ingegneria Informatica dell’Asp, ente che da alcuni anni sta attuando, con l’ausilio di robot umanoidi, un’innovativa terapia sull’autismo che aiuta i bambini a migliorare l’interazione sociale e a favorirne l’identificazione evitando quindi spiacevoli casi di discriminazione.

Protagonisti indiscussi della tavola rotonda, moderata dal giornalista specializzato Giovanni Polito, le aziende che hanno portato un esempio di case history aziendale suscitando tanta curiosità soprattutto negli appassionati più giovani.