Il team Weng vince l’edizione 2019 di Start Cup Catania

Si tratta di un sistema IoT costituito da una rete di sensori di pressione e da una piattaforma di acquisizione e analisi dei dati, in grado di consentire un monitoraggio utile alla previsione delle pressioni e alla calibrazione del modello matematico della rete idrica

16 Ottobre 2019
Giuseppe Melchiorri

Un sistema IoT (Internet of Things) costituito da una rete di sensori di pressione e da una piattaforma di acquisizione e analisi dei dati, in grado di consentire un monitoraggio utile alla previsione delle pressioni e alla calibrazione del modello matematico della rete idrica. E’ il progetto “Weng” per il montaggio di pressione nelle reti di acquedotto ad aggiudicarsi l’edizione 2019 di Start Cup Catania, la business plan competition promossa dall’Università di Catania (Area Terza Missione – ripartizione Trasferimento Tecnologico), in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Al team vincitore (composto da Camillo Bosco, Fabrizio Musmeci e Arnaldo Luppino), un premio in denaro di 5 mila (oltre all’originalissima barchetta stampata in 3D e donata dal prof. Gianluca Cicala dell’Ateneo catanese).

La cerimonia conclusiva si è tenuta ieri pomeriggio nell’aula Concetto Marchesi del Palazzo della Cultura, alla presenza della prorettrice Vania Patanè, dei delegati del rettore all’Incubatore di Ateneo, alle Start-up e agli Spin off Rosario Faraci (promotore dell’iniziativa), al coordinamento della Ricerca Salvatore Baglio, al coordinamento della Didattica Alberto Fichera, al coordinamento della Terza Missione Alessia Tricomi, al Trasferimento tecnologico (ambito tecnico-scientifico) Antonio Terrasi, del dirigente dell’Area della Ricerca d’Ateneo Lucio Mannino e del direttore del dipartimento di Economia e Impresa (Dei) Roberto Cellini.

Al secondo posto della competizione “Mitopharma”, un centro di servizio per l’analisi della funzione mitocondriale volto alla progettazione ed alla selezione di molecole idonee a recuperare la vitalità di cellule target di gravi malattie neurodegenerative. Al team composto da Angela Anna Messina, Vito Nicola De Pinto, Andrea Magrì, Francesca Guarino e Simona Reina è andato un premio in denaro di 3 mila euro.

Chiude il podio “Brassicacee Smart & Healthy Food, azienda per il recupero delle eccedenze ortofrutticole e la valorizzazione degli scarti vegetali di varietà di Brassica ricche in composti bioattivi per la trasformazione e la commercializzazione di nuovi prodotti alimentari multifunzionali importanti per la salute e il benessere umano in un’ottica di economia circolare. Al team composto da Salvatore Travali, Ferdinando Branca, Alessandro Lavoro, Angela Russo, Franca Maria Pezzino è andato un premio assegno di 2 mila euro.

I primi tre team classificati si sono guadagnati il diritto alla partecipazione alla finale di Start Cup Sicilia, in programma il 28 ottobre a Palermo. Quest’ultimo evento regionale sarà propedeutico alla finale del Premio nazionale per l’Innovazione PNI Cube, in programma a Catania dal 28 al 29 novembre, ospitato per la prima volta dalla sua istituzione dall’Ateneo di Catania al Monastero dei Benedettini.

Alla serata conclusiva erano stati ammessi in totale otto team che avevano superato la prima fase della competizione, quando erano state selezionate, tra quelle pervenute, le migliori idee imprenditoriali originali e di contenuto innovativo. Nel corso della seconda fase gli esperti dell’Odcec hanno affiancato e guidato i team nella redazione del business plan, il documento economico-finanziario di supporto al progetto imprenditoriale.

I vincitori sono poi stati scelti dal comitato tecnico-scientifico della competizione, composto dai professori Rosario Faraci e Giuseppe Margani (Università di Catania), dott. Ernesto D’Agata (Ordine dei Dottori Commercialisti di Catania), dott. Fabio Scaccia (Farmitalia) e dott. Santo Sciuto (Creval-Credito Siciliano).

Gli altri progetti in gara erano “Focus” (un progetto per la produzioni di additivi alimentari naturali), “Pastazzo di Agrumi stampa 3D e food packaging" per la poluzione di acido polilattico a partire dalla polimerizzazione del sottoprodotto agrumicolo, “Mimesis” una piattaforma di simulazione predittiva a disposizione delle aziende farmaceutiche. E ancora “I’M Immediate Movement”, che propone un originale servizio denominato “Break the Brake” per affrontare il tema dei trasporti per i soggetti disabili, e “N.I.C.O.”, acronimo di “Non Vedenti, Inclusione, Cultura, Opportunità”, una soluzione in grado di migliorare l’esperienza turistica di ipovedenti e non vedenti, rendendola interattiva e coinvolgente. Sei progetti sono stati realizzati da docenti e ricercatori, altri due da studenti e laureati dell’Ateneo catanese.

Nel corso della cerimonia c’è stato modo di coinvolgere anche l’uditorio presente con un televoto svolto in diretta. I progetti più graditi ai presenti sono stati “N.I.C.O.” e “I’M Immediate Movement”.