Il rilancio vivaistico e agrumicolo del comune di Mazzarrà Sant'Andrea

Grazie ad un protocollo d'intesa siglato da Università di Catania e il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria saranno possibili nuove azioni congiunte di ricerca, formazione e di supporto tecnico-operativo

23 Maggio 2016
Mariano Campo

L’Università di Catania e il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) collaboreranno con il comune di Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina, per lo sviluppo e alla promozione dell’attività in ambito vivaistico, specie nel settore degli agrumi, attraverso mirate azioni di ricerca e valorizzazione.

E’ quanto prevede un protocollo d’intesa siglato questa mattina nel Palazzo centrale dell’Università dal rettore Giacomo Pignataro, per conto del dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Ateneo, dal commissario straordinario del comune peloritano Rosaria Giuffrè e dal commissario straordinario del Crea Salvatore Parlato. Alla firma del protocollo erano presenti il prorettore Alessandra Gentile, il direttore del Di3A Salvatore Luciano Cosentino, la docente Elisabetta Nicolosi, il direttore del Crea di Acireale Paolo Rapisarda e in rappresentanza del comune di Milazzo il consigliere Pietro Tindaro Formica. Sono intervenuti anche alcuni operatori vivaistici del comprensorio.

L’accordo renderà possibili azioni congiunte di ricerca, formazione e supporto tecnico-operativo – coordinate attraverso un tavolo partenariale - che i tre soggetti della partnership, ciascuno con le proprie competenze e attraverso il coinvolgimento nella gestione di operatori vivaistici singoli o associati dell’area opportunamente selezionati, condurranno nella struttura allestita dal comune. “L’obiettivo – ha spiegato il commissario Giuffrè, che ha ringraziato l’Ateneo per avere accolto questa proposta – è quello di promuovere e rilanciare l’attività vivaistica in ambito agrumicolo, individuata come attività strategica per la promozione economica e l’occupazione nel territorio comunale e nelle altre realtà del comprensorio. Di recente sono stati realizzati, infatti, un laboratorio per il rilascio della certificazione genetica delle piante e per la diagnostica e di tre serre coperte con rete a prova d'insetto per la coltivazione di piante madri di agrumi con annesso un centro di servizi finalizzato alla lavorazione e conservazione delle marze”. “L’Università – ha spiegato il rettore Pignataro – intende sempre più divenire un punto di riferimento per le istituzioni e le imprese del territorio, attraverso un rapporto bidirezionale di reciproco arricchimento. Ancor più in un settore come quello agricolo di assoluta importanza per lo sviluppo della Sicilia, assicurando competenze e know how per offrire un valore aggiunto ai prodotti e alle tecniche tradizionali dell’Isola”.

Il dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente che, come da accordi come questo ha sottolineato il prof. Cosentino può ottenere una ricaduta importante anche per i propri laureati, contribuirà pertanto alla definizione delle attività di ricerca e di formazione da mettere in atto, individuando gli obiettivi e verificando il loro raggiungimento nel tempo; svolgerà inoltre attività di monitoraggio e di supervisione, anche con riferimento alla possibilità che ci si possa avvalere per la gestione delle infrastrutture di specifici canali di finanziamento nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale (PSR) nazionali o regionali. Il dipartimento metterà inoltre a disposizione del progetto il proprio know-how sulle tecniche di produzione delle specie agrumicole nonché le tecniche di laboratorio necessarie alla diagnostica fornendo supporto per le attività inerenti la propagazione e la valutazione delle caratteristiche genetico sanitarie del materiale di propagazione.

L’ente di ricerca Crea interverrà mettendo a disposizione sia la propria esperienza nel monitoraggio e nella diagnostica (con particolare riguardo a virus, virus-like e batteri legati alla coltura degli agrumi), sia le strutture di quarantena presenti presso la sede centrale di Acireale e uniche nel meridione d’Italia, che ancora la propria conoscenza nel settore della Certificazione Volontaria degli agrumi, a livello tecnico e normativo, derivante dalla gestione del relativo Programma ministeriale e dalla partecipazione attiva al Comitato di esperti per la Certificazione Volontaria. “Siamo impegnati – ha osservato il commissario Parlato – a produrre e diffondere conoscenza e innovazione: attraverso un più stretto contatto tra produttori e i ricercatori, l’agricoltura può costituire per molti territori la linea del riscatto rispetto a gap accumulatisi nel tempo”.