Il Graduation Day del corso in Economia aziendale

Il rettore Priolo ai 77 neo dottori: "Siate orgogliosi dell'Ateneo di Catania dove avete appena conseguito la laurea. Noi stiamo lavorando per recuperare in fretta il posto che ci compete nello scenario nazionale ed internazionale"

3 Ottobre 2019

"L'Università di Catania deve essere innanzitutto l'Università degli studenti, con un rapporto ancora più stretto fra docenti e allievi, con forte interesse allo studio e alla ricerca, con un più stabile collegamento con il mondo del lavoro e delle professioni. Siate orgogliosi dell'Ateneo di Catania dove avete appena conseguito la laurea. Noi stiamo lavorando per recuperare in fretta il posto che ci compete nello scenario nazionale ed internazionale". Queste le parole con cui il rettore Francesco Priolo ha indirizzato un saluto di commiato ai neo laureati del corso in Economia aziendale del dipartimento di Economia e Impresa, intervenendo alla cerimonia pomeridiana del Graduation Day, la proclamazione dei neo dottori avvenuta in un'affollatissima aula magna di Palazzo Fortuna, dove erano presenti anche il direttore del Dei Roberto Cellini, il presidente del corso di laurea Rosario Faraci e il suo vice Veronica Benzo, intervenuti tutti per augurare buona fortuna ai 77 neo laureati, molti di loro in regola coi tempi e dunque entro la durata legale del corso di studi. Gli studenti Simone Longhitano, Isabel Longo e Alberto Messina hanno conseguito 110/110; Alessandro Calcagno, Salvatore Finocchiaro, Davide Paternò e Vera Vitale il massimo dei voti e la lode.

Nella mattinata, il Graduation Day è stato invece presieduto dalla prof.ssa Franca Pirolo. Nel suo discorso di commiato il prof. Faraci  ha esortato i neo dottori a continuare a tener vivo l'interesse per lo studio, anche dopo aver conseguito il titolo di studio triennale: "Lo studio è un atto d'amore - ha affermato - e, come l'amore, rende liberi e responsabili. Mette addosso le ali della libertà, di idee, parole ed azioni che svincolano dai ricorrenti pregiudizi e mette in guardia dai pozzi avvelenati delle disinformazione".