Il Barocco in mostra: un itinerario possibile

All'Archivio di Stato di Catania, fino al 29 aprile un'esposizione nata da uno studio urbanistico del prof. Maurizio Spina sulla Catania Barocca

7 Aprile 2017
Mariateresa Calabretta

Uno studio urbanistico sulla Catania barocca, sviluppato nel dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania, ha fornito l’idea che, attraverso la sinergia con il Lions club “Catania Bellini” e l’Archivio di Stato di Catania, ha portato alla realizzazione dell’iniziativa “Catania. Barocco in mostra. Un itinerario possibile”. L’esposizione offre un inedito punto di vista sulla fruizione del Barocco nella città catanese prendendo le mosse dalla ricerca urbanistica avviata dal prof. Maurizio Spina, docente di Pianificazione territoriale, e sviluppata nella tesi di laurea dell’ing. Christian Vinciguerra.  Nel corso della sua realizzazione la ricerca prima e la mostra poi hanno coinvolto, inoltre, l'architetto Elena Ciravolo (esperta nell'allestimento), l'archeologa Nicoletta Di Carlo, l'ingegnere e phd Sonia Grasso, l’ingegnere Alessandra Stivala e i laureandi in ingegneria Andrea Di Giovanni e Bartolomeo Trovato, che hanno fornito il proprio contributo ciascuno nello sviluppo delle tematiche del proprio ambito disciplinare.

Il filo rosso dello studio, che è possibile rintracciare anche nell’itinerario espositivo, risiede - afferma il prof. Spina - nel concetto muratoriano di storia operante. L’indagine urbanistica, infatti, partendo da un attento sguardo alla storia della città ha voluto produrre, e proporre alla cittadinanza, una trasformazione del territorio nel rispetto di quel principio generale di continuità storica con l’ambiente costruito che si concretizza in un’ipotesi di assetto urbano contemporaneo, fondato su una mobilità lenta e sostenibile, con ampie aree ZTL che permetterebbero di recuperare l’identità dei luoghi del barocco catanese e valorizzarli a vantaggio del turista e di un rinnovato senso civico.

Il lavoro dei ricercatori muove dalla lettura storico evolutiva del patrimonio architettonico della Catania edificata dopo il disastroso terremoto del 1693, una città che diviene espressione matura del barocco, costruita su permanenze archeologiche e integrata con esse. Questa Catania oggi annovera 12 monumenti dichiarati patrimonio Unesco, monumenti che rappresentano i capisaldi dello studio scientifico e l’oggetto attorno cui ruota la proposta urbanistica.

La tesi formulata si contraddistingue per un forte carattere di innovatività proprio nel rapporto con il monumento barocco e la sua fruizione. Non si tratta di un semplice itinerario finalizzato alla tutela e al godimento di un elemento architettonico a sé stante, ma nasce dal rapporto dinamico con l’ambiente urbano colto in uno scenario più amplio, che enfatizza ogni elemento del contesto. Lo studioso interpreta ed esalta l’ambiente e lo propone alla cittadinanza. “Bisogna capire il Barocco, fare parlare la città barocca che esprime le proprie caratteristiche” – spiega il prof. Spina - , “per il barocco l’elemento scenografico, all’interno del quale si collocano i monumenti, aveva una fortissima valenza. I monumenti barocchi non vivono di vita propria ma assumono senso nell’ottica più ampia del contesto urbano in cui sono situati, non bisogna dimenticare che furono progettati e costruiti per essere l’elemento dominante dell’ambiente in cui dovevano sorgere”, questo è il motivo per cui “lo studio urbanistico parte dalla localizzazione del monumento. Comprendere  lo scenario in cui sorge il monumento è essenziale per poter comprendere il limite di fruizione del monumento stesso”.

Il video che chiude il percorso espositivo della mostra, realizzato dal gruppo di ricerca e montanto dal laureando Andrea di Giovanni,  è un video che attraversando i luoghi del barocco coinvolge lo spettatore calandolo nell’ambiente urbano e circondandolo dei suoni della città. Le immagini non solo espongono lo studio, attraverso schede descrittive finali, ma denunciano, al contempo, le criticità emerse, una su tutte il forte impatto del traffico veicolare che ancor oggi rappresenta un ostacolo per l’approccio al patrimonio artistico, archeologico e monumentale del territorio.

La soluzione prefigurata disegna scenari di mobilità lenta e sostenibile, vaste aree pedonali per apprezzare i monumenti e lo scenario che li incornicia. Perché la città per poter essere letta deve essere preservata e lo strumento individuato a tal fine è la ZTL. Le due circoscrizioni in cui viene suddiviso il centro storico diventano così non solo una proposta di itinerario ma, soprattutto, un percorso di riappropriazione della città

L’esposizione, allestita nei locali dell’Archivio di Stato di Catania, e fruibile ai visitatori fino al 29 aprile, è un’iniziativa originale, un momento in cui la ricerca incontra la cittadinanza e coglie l’occasione per descriverle la Catania barocca attraverso una narrazione multidisciplinare in cui l’elemento architettonico, il monumento, vive all’interno di una dimensione stratificata che guarda al passato, grazie alla documentazione archeologia e documentale, si muove nel presente attraverso 4 pannelli e 49 scatti dei palazzi barocchi che accompagnano l’analisi urbanistica, e progetta il futuro, formulando un ipotesi di fruizione sostenibile.