I trattamenti integrati dell’enfisema polmonare

Alla Baia Verde un convegno promosso dall'Unità di Chirurgia toracica dell'Ospedale Vittorio Emanuele. Il rettore Basile: “Necessaria una migliore integrazione tra la realtà ospedaliera e quella universitaria, anche attraverso progetti di ricerca congiunti

9 Maggio 2017
Giuseppe Melchiorri

Le broncopneumopatie croniche ostruttive (Bpco) costituiscono una delle maggiori cause di mortalità a livello mondiale. L'enfisema polmonare è una componente delle Bpco, dipende da diversi fattori (in parte ancora ignoti), tra cui il fumo di sigaretta. Di Bpco e in particolare di enfisema si è occupato il convegno “Respirando. Focus sui trattamenti integrati dell’enfisema polmonare”, promosso dal dott. Alberto Terminella, responsabile dell’Uoc di Chirurgia toracica dell'Ospedale Vittorio Emanuele di Catania, che si è tenuto lo scorso 5 e 6 maggio all’Hotel Baia Verde di Acicastello.

“Secondo i rapporti del Global Initiative for chronic Obstructive Lung Disease – ha spiegato Terminella -, il fumo di sigaretta (sia attivo che passivo) costituisce il principale responsabile dell’enfisema polmonare e della broncopneumopatie in generale. Il rischio per tutti i fumatori è direttamente proporzionale al numero di anni di fumo e alla quantità di tabacco fumata. L'Organizzazione mondiale della Sanità stima nel mondo oltre 1 miliardo di fumatori, con un aumento fino ad oltre 1,6 miliardi nel 2025. Nei Paesi a basso-medio tenore di vita la percentuale di fumatori sta crescendo in modo allarmante. Altri fattori di rischio possono essere di tipo lavorativo (esposizione ai fumi o alle polveri) e ambientali  (esposizione all’inquinamento interno ed esterno). A queste cause vanno aggiunte l’età e anche predisposizioni individuali su base genetica come iperattività bronchiale o crescita del polmone”.

Al convegno hanno partecipato il rettore Francesco Basile, il direttore generale dell’Ove Paolo Cantaro, il presidente della Società italiana di Chirurgia toracica Pierluigi Granone, il presidente della Società italiana Endoscopica toracica Maurizio Monaco e il direttore dell’Uoc di Cardiochirurgia del Policlinico Angelo Giuffrida.

“L’azienda Policlinico – ha esordito Basile - nasce dalla fusione di due diverse realtà, una prettamente universitaria e un’altra prettamente ospedaliera. E’ necessario procedere ad una migliore integrazione fra queste due realtà che forse sono state messe insieme in maniera un po’ frettolosa. Questa fretta è stata la causa di un’organizzazione un po’ difficoltosa in tante specialità, tra cui anche la Chirurgia toracica”.

“Ormai – ha continuato Basile - è anacronistica la distinzione tra i professionisti ospedalieri e quelli universitari in campo assistenziale e ho potuto constatare in questi ultimi tempi come anche nella didattica e nella ricerca i professionisti ospedalieri ci siano molto d’aiuto, visti anche i requisiti sempre più stringenti che ci vengono richiesti dai ministeri della Sanità e dell’Istruzione. Abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, considerando anche che negli ultimi anni i pensionamenti sono stati maggiori delle nuove assunzioni. Bisogna lavorare insieme per far funzionare sia la macchina assistenziale, sia quella della ricerca; da quando sono alla guida dell’Ateneo, infatti, mi sono accorto di come in questo settore ci siano di molte carenze, e non solo in campo medico”.

“Credo – ha evidenziato il rettore - che si possa trovare una nuova spinta grazie alla collaborazione tra il personale ospedaliero e quello universitario, anche con la realizzazione di progetti di ricerca congiunti che tengano conto delle professionalità di ciascuno”.

Il prof. Basile ha concluso il suo intervento ringraziando il direttore Cantaro per il lavoro fin qui svolto: “La nostra è un’azienda mista che per fortuna è diretta da un grande professionista come il dott. Cantaro che sta svolgendo un encomiabile lavoro da un punto di vista amministrativo, della gestione del personale e della logistica”.

Dal canto suo il dott. Cantaro si è voluto complimentare con gli organizzatori del convegno “sia per il tema molto attuale, che per il messaggio che hanno voluto mandare: un approccio medico multidisciplinare è l’unico modo per garantire un corretto trattamento ai pazienti”.

L’incontro ha rappresentato l’occasione per un importante confronto volto a conoscere non solo nuovi indirizzi terapeutici e nuove tecnologie ma anche a promuovere e condividere l’approccio integrato ad una patologia ad alta incidenza e di difficile e controverso trattamento. In particolare, è stato oggetto di approfondita discussione il ruolo della prevenzione primaria e secondaria. “Ad oggi il trattamento dell’enfisema polmonare si basa sulla integrazione multidisciplinare – ha infatti sottolineato il dott. Terminella -. Le terapie chirurgiche, rappresentate dal trapianto di polmone e dalla lung volume reduction surgery non hanno dimostrato i risultati sperati e sono gravate da un elevato tasso di mortalità e di complicanze  tali da essere indicate solo in alcuni casi selezionati”.

“L’enfisema polmonare – ha concluso Terminella – è una patologia di grande rilievo clinico e sociale per il cui trattamento sono coinvolte professionalità mediche, endoscopiche e chirurgiche. Solo attraverso il lavoro congiunto e costante di varie specialità è possibile ottenere risultati accettabili in termini di cura e controllo della malattia e soprattutto in termini di prevenzione e diagnosi e trattamento precoce”.