"F@Mu", la Giornata nazionale delle famiglie al museo

Intervento della prof.ssa Germana Barone, delegata del rettore al Sistema museale d’Ateneo

9 Ottobre 2021
Germana Barone

Domenica 10 ottobre si festeggia in moltissime città italiane l’ottava edizione della Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo che, per il 2021, propone il tema “Nulla accade prima di un sogno”.

Una citazione del poeta statunitense Carl Sandburg che è stata “adottata” dagli ideatori dell’iniziativa, l’Associazione Famiglie al Museo, come un segnale forte di ripartenza dei musei dopo un anno di chiusure. Le attività museali dedicate - oltre 300 iniziative in Italia – consentiranno ai bambini di poter esprimere le proprie emozioni, sogni e desideri. E l’auspicio è che tutta la famiglia si ritrovi assieme al museo per godere dell’arte di altri tempi.

Per l’Ateneo catanese il Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane al Palazzo centrale (aperto tutte le mattine dal lunedì al venerdì) potrà essere visitato anche i sabati 9 e 16 ottobre e domenica 17; la Città della Scienza di via Simeto sarà aperta il 23 e il 30 ottobre, mentre il Museo di Zoologia sarà visitabile anche il 16 ottobre. Domenica 10 ottobre, al Monastero dei Benedettini, si terrà il laboratorio ludico-didattico "Piccoli Archeologi” grazie a Officine culturali.

In questi ultimi anni i musei universitari hanno ricoperto, e devono continuare a farlo, un ruolo importante nel campo educativo e della ricerca.  Le università, proprio perché istituzioni permanenti, effettuano ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva e le espone per scopi di studio e educazione.

La funzione del museo, dunque, deve essere prima di tutto sociale, un servizio al cittadino, per quanto rimanga saldo il suo ruolo culturale e istituzionale. In questo contesto il museo deve sempre più aprirsi al territorio e ai suoi cittadini accogliendo ove possibile i proprietari di collezioni. E su quest’ultimo aspetto l’Università di Catania, di recente, ha accolto in donazione il ricco “Fondo Elsa Emmy” dell’artista originaria di Linguaglossa, ma catanese d’adozione, un patrimonio comune e condiviso di memorie, retoriche, intuizioni e rivendicazioni politiche e sociali che fotografano, nella produzione artistica, scorci di storie femminili e femministe degli anni Settanta e Ottanta in Sicilia e in Italia.

I cittadini sono i principali portatori d’interessi del museo pubblico; i musei universitari devono sempre più, così come avviene nei paesi anglosassoni, aprirsi al pubblico che da semplice destinatario delle mostre ed esposizioni permanenti, diventa potenziale co-curatore dei contenuti stessi.

Il museo non deve essere solo un luogo da visitare, ma deve diventare “sede di cultura” con incontri, conferenze, attività ludiche e ricreative e, inoltre, favorire sempre più l’interazione con il territorio creando una rete museale cittadina che può contare su un patrimonio culturale immenso. E l’Università di Catania si inserisce a pieno titolo in questo contesto con un Sistema museale d’Ateneo integrato di 22 tra musei, archivi e collezioni in cui ritrovare i beni e i saperi dei principali settori entro i quali operano i dipartimenti della nostra Università.

Un patrimonio che in questi ultimi mesi è stato profondamente rinnovato, basti pensare alle recenti riaperture dei musei di Archeologia al Palazzo Ingrassia e di Mineralogia, Petrografia e Vulcanologia di corso Italia e soprattutto del Museo di Zoologia di via Androne e del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane al Palazzo centrale. Proprio il Museo di Zoologia si presenta in una veste rinnovata oggi, con un nuovo allestimento basato sui più moderni principi della museologia zoologica, completamente “aperto”, senza alcuna barriera, a grandi e piccoli per poter ammirare solo una piccolissima parte della biodiversità animale.

Il Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane, invece, proprio in occasione della Notte dei Ricercatori, è stato implementato con una nuova installazione in cui trova spazio anche il più piccolo elefante mai esistito sulla Terra, alto appena un metro, il Palaeoloxodon Falconeri, una specie endemica proprio per la sua inusuale statura.

Guardando al futuro credo che sarà importante intensificare gli scambi e la circolazione di informazioni ed esperienze con i sistemi museali anche degli altri atenei. La Terza missione dell’Ateneo, spinge le strutture museali a collaborare e a confrontarsi con il solo scopo di migliorare il contributo alla didattica, alla ricerca e alla società. Inoltre, il nostro sistema museale d’ateneo di rilevante importanza può consentire all’Ateneo catanese di rafforzare la propria immagine in Italia e all’estero essendo pochissime università a livello globale che possono permettersi un patrimonio come il nostro.