European Solar Telescope, in ottobre la presentazione

Inserito nel 2016 nella road map di ESFRI (European Strategy Forum on Research Infrastructures) come “struttura di ricerca di importanza strategica”, sarà il più grande telescopio solare europeo e tra i maggiori al mondo

7 Agosto 2017
Alfio Russo

Sarà presentato il prossimo 5 ottobre, nella Palazzina dell’Auditorium dell’Accademia dei Lincei, EST "European Solar Telescope", il più grande telescopio solare europeo e tra i maggiori al mondo.

Inserito nel 2016 nella Roadmap dello European Strategy Forum for Research Infrastructures (Esfri), il telescopio è considerato una delle 21 “strutture di ricerca di importanza strategica” per l'Europa. Ben 21 le istituzioni scientifiche e industriali di 15 Paesi europei coinvolte nel progetto che finora è stato finanziato dalla Commissione Europea attraverso progetti dei programmi FP7 e H2020 per un totale di oltre 16 milioni di euro.

Alla realizzazione del telescopio alle Isole Canarie - promosso dalla comunità astrofisica solare europea raccolta nella European Association for Solar Telescopes (East) formata da 15 stati membri in rappresentanza di circa 500 ricercatori europei - partecipano per l'Italia il dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Catania, l'Inaf e gli atenei di Calabria e Roma Tor Vergata. Particolarmente significativo per l'Ateneo catanese è il conferimento della responsabilità del progetto Est per l'Inaf alla professoressa Francesca Zuccarello, astrofisica del dipartimento.

La giornata di presentazione vedrà la partecipazione della comunità scientifica italiana ed europea coinvolta nel progetto, dell’eccellenza italiana del settore industriale per l'astrofisica, delle istituzioni e della stampa ed è organizzato con il supporto dell'Instituto de Astrofisica de Canarias (IAC) e delle istituzioni scientifiche italiane coinvolte in EST.

«Lo European Solar Telescope fornirà dati ad alta risoluzione che permetteranno lo studio delle proprietà termiche, dinamiche e magnetiche del plasma della nostra stella, dalla base della fotosfera all'alta cromosfera - spiega la prof.ssa Francesca Zuccarello del dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Catania -. Questa capacità promette di rivoluzionare la nostra comprensione del campo magnetico solare e delle sue relazioni con l'eliosfera, le atmosfere planetarie, e la Terra, contribuendo anche a migliorare la nostra conoscenza delle stelle simili al Sole e del ruolo della stella centrale nei sistemi planetari».