Ernestina De Francesco testimonial Airc

La ricercatrice del Medclin è la ‘donna di copertina’ del numero di ottobre della rivista Fondamentale e della campagna annuale “Nastro rosa” sul tumore al seno

21 Ottobre 2021
Mariano Campo

La ricercatrice dell’Università di Catania, Ernestina Marianna De Francesco, è stata scelta per la storia di copertina del numero di ottobre di “Fondamentale”, rivista mensile dell’Associazione italiana per la Ricerca sul Cancro, e quale testimonial nazionale della campagna annuale “Nastro rosa”, sul tumore al seno.

De Francesco, cosentina di origine, è ricercatrice di Patologia clinica al dipartimento di Medicina clinica e sperimentale (Medclin) dell’Ateneo catanese e responsabile della Start up unit al laboratorio di Endocrinologia all’Arnas Garibaldi di Nesima, grazie a un Reintegration Grant per italiani all’estero dell’Airc, vinto nel 2018, che le ha permesso di rientrare dal Regno Unito.

Dopo la laurea in farmacia all’Università della Calabria, il dottorato di ricerca in biologia animale e la specializzazione in patologia clinica, tra il 2008 e il 2015, aveva infatti vinto una fellowship finanziata da Airc e Unione europea relativa al programma International Cancer Research Fellowship, iCARE (2015-201) presso la Breast Cancer Now Research Unit all’Institute of Cancer Sciences dell’Università di Manchester, e successivamente all’Università di Salford.

“Il fatto di aver portato la mia Start-up unit a Catania mi rende molto orgogliosa e ottimista per il futuro”, ha dichiarato De Francesco, che sta conducendo una ricerca finanziata con quasi un milione di euro per cinque anni. Oggetto dell’indagine è la possibilità di riuscire a bloccare uno specifico recettore (RAGE - Receptor for Advanced Glycation End Products), coinvolto nell’infiammazione cronica di basso grado, comune nelle persone più o meno marcatamente sovrappeso e in quelle con squilibri del metabolismo, come iperglicemia e diabete.

Il tumore mammario rappresenta la neoplasia più comunemente diagnosticata e la principale causa di morte per tumore nelle donne a livello mondiale. In Italia esso colpisce una donna su otto, in tutte le fasce d’età. Sebbene la sopravvivenza negli ultimi anni sia aumentata, grazie alla diagnosi precoce e alla disponibilità di terapie sempre più efficaci, la mortalità da tumore mammario si assesta ancora a circa il 2% delle pazienti colpite. La prognosi risulta peggiore quando il tumore al seno forma delle metastasi che possono colonizzare organi anche distanti dalla ghiandola mammaria.

La capacità di formare metastasi è aumentata nelle donne che siano anche in sovrappeso o obese, o che abbiano disfunzioni del metabolismo degli zuccheri, come iperglicemia, pre-diabete e diabete (in particolare diabete di tipo 2, ovvero la forma non autoimmune e associata a sovraccarico nutrizionale).

La percentuale di queste pazienti, che ad oggi si assesta intorno al 15-20% di tutte le pazienti affette da tumore mammario, si stima sarà in aumento nei prossimi anni. Questo è da attribuirsi al generale aumento del trend di tutte le malattie associate al sovraccarico nutrizionale e allo stile di vita sedentario.

La ricercatrice del Medclin Ernestina De Francesco (credits: Giulio Lapone - per gentile concessione di Airc)

Partendo da questi elementi, la Start-Up Unit coordinata da De Francesco sta analizzando i meccanismi coinvolti nella progressione del tumore mammario nelle pazienti obese o affette da diabete, per poter garantire a queste donne una prognosi migliore, in assenza di linee guida specifiche per il trattamento di queste pazienti, che richiedono invece un approccio terapeutico personalizzato che tenga conto delle alterate condizioni metaboliche.

Sotto i riflettori c’è quindi il ruolo del recettore RAGE e dei suoi ligandi nella progressione del tumore mammario in condizioni di de-regolazione dei segnali mediati da Insulina e Fattore di Crescita Insulino-Simile (IGF), come avviene durante l’obesità e il diabete.

RAGE è infatti coinvolto in una serie di risposte cellulari negative che intervengono durante l’aumento di peso e in condizioni di iperglicemia, partecipando alla patogenesi delle complicanze del diabete (retinopatia, neuropatia, nefropatia, alterazioni vascolari), e innescando un circolo vizioso di risposte infiammatorie che si autoamplifica.

Nella foto i componenti del Laboratorio di Endocrinologia e della Start up unit presso l'Arnas Garibaldi di Nesima (credits: Giulio Lapone - per gentile concessione di Airc)