Difendere il suolo agrario dal rischio di erosione con le buone pratiche agricole

Il messaggio della prof.ssa Maria De Salvo al Global Symposium on Soil Erosion organizzato dalla FAO a Roma

27 Maggio 2019
Alfio Russo

Anche gli agricoltori siciliani, se adeguatamente sostenuti dal punto di vista economico, sono disposti ad attuare pratiche agricole idonee a difendere il suolo agrario dal rischio di erosione. E queste pratiche sono ben più incisive rispetto a quelle previste dal Piano di Sviluppo Rurale. Questo importante risultato è stato evidenziato dalla prof.ssa Maria De Salvo del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione ed Ambiente dell’Università di Catania al "Global Symposium on Soil Erosion" organizzato dalla FAO a Roma dal 15 al 17 maggio.

Il simposio, che ha coinvolto più di 500 accademici e stakeholders provenienti da 104 diversi Paesi, ha rappresentato una tappa fondamentale per la definizione da parte della FAO di una strategia globale di lotta all’erosione e alla desertificazione. Gli agricoltori sono considerati i principali protagonisti di questa strategia, pertanto, conoscere in via preventiva quali sono le loro attitudini e preferenze, diventa fondamentale.

Per disegnare, a livello locale, politiche agricole e misure efficaci e al contempo finanziariamente congrue rispetto ai maggiori costi che gli agricoltori dovranno sostenere per mantenere il suolo agrario, una risorsa naturale divenuta sempre più preziosa in relazione anche ai cambiamenti climatici in atto che stanno trasformando in deserto vaste zone del pianeta.

La necessità di calibrare i contenuti delle politiche agricole sulle attitudini e sulle preferenze degli agricoltori è stata, tra l’altro, recepita anche nel documento finale del simposio “Stop soil erosion, Save our future” contenente le principali raccomandazioni affinché il controllo dell'erosione del suolo possa svolgere un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi di sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile del nostro pianeta.