Credibilità dello sport, tra responsabilità e legalità

In Ateneo una giornata di studi promossa dalla Polizia di Stato

29 Settembre 2015
M.C.

Sport come identità e socializzazione, affermazione delle regole nella competizione e dello spirito di legalità, in tutto ciò che ruota intorno agli eventi sportivi.
Questi i punti (e i valori) da cui non si può prescindere per riaffermare la credibilità degli sport più seguiti, secondo il rettore Giacomo Pignataro, che questa mattina ha aperto i lavori della conferenza dal titolo "Sicurezza: tifare per uno sport più responsabile", promossa dalla Polizia di Stato nell'ambito delle iniziative per celebrare il patrono, San Michele Arcangelo.

Il rettore ha ringraziato i vertici della Polizia di Stato e il questore di Catania Marcello Cardona per aver scelto l'Ateneo come sede di uno degli eventi più significativi delle celebrazioni, evidenziando quanto sia importante avviare, partendo proprio da Catania, una riflessione sul necessario recupero della legalità e sul tema della responsabilità: la città etnea è stata infatti nel 2007 - come hanno ricordato tutti i relatori - teatro dell'uccisione dell'ispettore di Polizia Filippo Raciti e, più di recente, è tornata sotto i riflettori per casi di gravi illeciti sportivi.
 

Presenti in aula anche il vice capo della Polizia Alessandro Marangoni, il prefetto di Catania Maria Guia Federico, il capo della Segreteria del Dipartimento della Pubblica sicurezzaVincenzo Panico, il presidente dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive Alberto Intini, i docenti Anna Maria Maugeri e Nicola Ferrigni, la vedova dell'ispettore Raciti Marisa Grasso, il giornalista Marino Bartoletti, che ha introdotto i numerosi interventi, e alcuni ex calciatori, tra cui i campioni del Mondo Giancarlo Antognoni, Claudio Gentile, Giuseppe Dossena, Pietro Vierchowod, e ancora Stefano Tacconi, Enrico Annoni, Max Tonetto, Christian Zenoni.