Coronavirus, una siciliana tra le ricercatrici che lo ha isolato

Concetta Castilletti, virologa dell'Istituto Spallanzani, si è laureata in Biologia all’Università di Catania

3 Febbraio 2020
U.S.

C’è anche una siciliana, Concetta Castilletti, nata a Ragusa e laureata in Biologia all’Università di Catania e poi specializzata in microbiologia e virologia alla Sapienza, nel team di ricercatrici dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma che sono riuscite a isolare il “coronavirus di Wuhan 2019-nCov”, responsabile di centinaia di morti e decine di migliaia di contagi, aprendo la strada alla diagnosi e forse anche ad un vaccino.

Intervistata da numerose testate giornalistiche, Castilletti, 57 anni, dirigente strutturato e responsabile dell’unità operativa virus emergenti che si trova all’interno del laboratorio di virologia dell’Istituto di eccellenza romano, diretto dalla dottoressa Maria Rosaria Capobianchi, ha raccontato che il gruppo di ricerca è da sempre in prima linea in questi casi, impegnato 24 ore su 24 sul fronte delle emergenze: "Ci siamo occupati della Sars, di Ebola, dell'influenza suina, della chikungunya, e insieme ai miei colleghi siamo stati spesso in Africa". 

“Abbiamo cominciato a lavorare sul coronavirus appena è arrivata la notizia di questa particolare infezione alle vie respiratorie che si stava diffondendo in Cina – ha spiegato la ricercatrice iblea -. L’abbiamo sempre seguita da vicino: prima mettendo a punto i test diagnostici e poi lavorando sui campioni clinici dei due malati ricoverati da noi. E venerdì scorso, a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività, abbiamo capito che eravamo riusciti a isolarlo. Ciò ci permetterà di usarlo non solo per cercare anticorpi specifici, ad esempio tra gli antivirali esistenti, ma anche per capire come risponde il sistema immunitario del paziente. Ma ci vorranno mesi, servono studi accurati per poter sviluppare nuove tecniche di cura".

La sequenza parziale del virus isolato nei laboratori dello Spallanzani, denominato 2019-nCoV/Italy-INMI1, è stata già depositata nel database GenBank, e a breve anche il virus sarà reso disponibile per la comunità scientifica internazionale.