Coronavirus, la Società italiana di Microbiologia al fianco delle Istituzioni scientifiche italiane

Incontro tecnico all’Istituto Superiore di Sanità tra il Ministero della Salute, le Regioni, le società scientifiche e gli ordini professionali sulla corretta gestione di eventuali eventi epidemici

31 Gennaio 2020
Società Italiana di Microbiologia

All’Istituto Superiore di Sanità si è svolto ieri un incontro tecnico tra il Ministero della Salute, le Regioni, le Società scientifiche e gli Ordini professionali.

Nel corso dell’incontro, a cui ha partecipato la Società Italiana di Microbiologia, sono stati ribaditi i concetti finora noti sul nuovo Coronavirus (2019-nCov):

  • i livelli di letalità del virus sembrano essere contenuti: quasi certamente inferiori a quelli della SARS, ma forse superiori a quella della normale influenza;
  • è confermata la trasmissione da uomo a uomo con una velocità sostenuta, come accade per i virus respiratori quali il 2019-nCov. Tuttavia, la diffusione del virus in Europa e nei Paesi occidentali è a livelli molto bassi tali da non giustificare, al momento, allarmismi nella popolazione;
  • i contatti a rischio includono principalmente la permanenza e lo stretto contatto (es. viaggi, coabitazione) con soggetti affetti da 2019-nCov.

Sulla base dei dati disponibili è, invece, difficile definire la storia naturale dell’infezione e fare previsioni certe circa la diffusione del virus.

In Italia è stato attivato un sistema di sorveglianza: i centri di riferimento sono in stretto contatto con tutti i laboratori di Microbiologia diffusi nelle varie Regioni.

SIM partecipa a tutti i livelli, attraverso i laboratori di Microbiologia e attraverso la diffusione di dati ricavati da fonti ufficiali (WHO, CDC, Ministero della Salute e ISS), a tenere alto il livello di guardia senza creare inutili allarmismi.

SIM invita inoltre ad informarsi esclusivamente sui siti istituzionali sotto riportati dove sono disponibili in tempo reale tutte le informazioni sul virus e sulle procedure da adottare per il contenimento dell’epidemia e per la diagnosi dell’infezione che, ricordiamo, deve essere eseguita dai laboratori di riferimento regionali e confermata dall’ISS che esegue il sequenziamento di parte del genoma.