Continua con successo lo screening per individuare i portatori sani della Leucodistrofia di Krabbe

Ad un anno e mezzo dal suo avvio sono quasi cento i soggetti che si sono sottoposti al test

15 Febbraio 2018

A distanza di un anno e mezzo dall’inizio del progetto sono quasi cento i soggetti che si sono sottoposti volontariamente allo screening per identificare eventuali portatori sani asintomatici della Leucodistrofia di Krabbe o a cellule globoidi. Il test viene realizzato su cellule di tampone buccale con metodo rapido, sensibile e assolutamente indolore, per ricavare dati numerici e stime statisticamente utili sulla variabilità genetica di questa patologia rara presente in Sicilia e in particolare nella provincia di Catania.

Lo studio è condotto dalla prof.ssa Venera Cardile, docente di Fisiologia nel dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche (Biometec) dell’Università di Catania, che si avvale della collaborazione delle dottoresse Giovanna Pannuzzo, Adriana Carol Eleonora Graziano, Rosanna Avola, tutte ricercatrici nella sezione di Fisiologia del dipartimento, diretto dal prof. Filippo Drago.

Cos'è la Leucodistrofia di Krabbe

Il morbo di Krabbe è una malattia genetica neurodegenerativa rara (incidenza stimata uno su 40 mila neonati) che colpisce sia il sistema nervoso centrale che periferico. La trasmissione è autosomica recessiva, quindi per manifestarsi occorre che il gene mutato sia ereditato da entrambi i genitori. Nel caso in cui entrambi i genitori siano portatori, il rischio di generare un figlio malato è di 1:4. La malattia si manifesta indifferentemente in entrambi i sessi e spesso i sintomi (disabilità visiva, atassia o disturbi dell’andatura, perdita di destrezza manuale) vengono attribuiti ad altre patologie. Presenta diverse forme: quella infantile, particolarmente frequente nell’Europa del nord, che insorge tra i tre e i sei mesi, ha una progressione molto rapida con morte nel secondo anno di vita. La forma tardo-infantile, che ha un’incidenza piuttosto elevata in Sicilia, è ad evoluzione più lenta, così come quelle giovanili e adulte. Nel caso della forma adulta, il fenotipo clinico è estremamente variabile anche nell’ambito della stessa famiglia, nonostante si abbia la stessa mutazione genetica.

La patologia è provocata da un deficit della proteina galattosilcerebrosidasi (Galc), un enzima lisosomiale coinvolto nel catabolismo di alcune componenti lipidiche della mielina, che riveste le cellule nervose e che ha azione isolante e regolatoria degli scambi metabolici. Il risultato finale è una diffusa demielinizzazione a causa dell’accumulo in particolare di psicosina, sostanza tossica che porta a morte gli oligodendrociti o le cellule di Schwann (che formano la mielina nel sistema nervoso centrale o periferico). Si conoscono circa 70 mutazioni, che interessano ciascuno dei 17 esoni del gene Galc che è localizzato sul cromosoma 14.

In cosa consiste lo studio

Lo studio si prefigge di identificare i portatori sani (eterozigoti) della Leucodistrofia di Krabbe e le coppie nelle quali è alta la probabilità di generare un figlio malato. Con un semplice tampone, si preleva il DNA dalle cellule della mucosa buccale. Tramite analisi High Resolution Melting (HRM) e sequenziamento, si ottiene in tempi rapidi la risposta di eventuale portatore della mutazione. In questo primo periodo lo screening ha previsto il coinvolgimento di parenti di ammalati, di cui era nota la mutazione. Nell’ambito delle famiglie esaminate, sono stati trovati numerosi portatori di una copia allelica difettosa. In particolare, sono stati esaminati 26 volontari per la mutazione Gly57Ser, 169G>A, presente nell’esone 1, di cui 10 sono risultati portatori; 4 per la mutazione Phe514Ser, 1542T>C, presente nell’esone 14, di cui 2 portatori; 15 per la mutazione Gln328X, CAA>TAA, presente nell’esone 9, di cui 8 portatori; 4 per la mutazione Ile384Thr, presente nell’esone 10, di cui 1 portatore; 26 per la delezione c.1161+6532_polyA+9kbdel, grande delezione di origine europea che va dall’introne 10 all’esone 17, di cui 12 portatori. Le mutazioni puntiformi sono state valutate con analisi della sequenza nucleotidica degli esoni 1-17 del gene GALC. Su un totale di 98 soggetti esaminati sono stati individuati 38 portatori.

Il progetto, in parte finanziato dall’associazione non profit “Progetto Grazia Associazione Italiana per la Ricerca sulla Leucodistrofia di Krabbe”, rappresenta sicuramente un’opportunità per chiunque voglia sottoporsi gratuitamente al test per conoscere di essere portatore di una mutazione nota della Leucodistrofia di Krabbe, una patologia che allo stato attuale, se diagnosticata dopo l’insorgenza dei sintomi, non ha ancora nessuna possibilità di cura, ma se diagnosticata quando ancora è asintomatica può beneficiare in molti casi del trapianto di cellule staminali ematopoietiche.