Contamination Lab, conclusa la prima edizione

Presentati sei progetti innovativi d'impresa realizzati dagli allievi

30 Giugno 2015
Alfio Russo

Sostenibilità e innovazione progettuale insieme con sperimentazione delle conoscenze e della didattica. Un mix su cui i 30 "C-labers" catanesi, studentesse e studenti provenienti da tutti i corsi di laurea magistrale dell'Ateneo, si sono confrontati per sei mesi nella sede esclusiva di Palazzo Sangiuliano per la prima edizione del Contamination Lab Catania.
Un laboratorio sperimentale gratuito che (grazie ad uno dei soli quattro progetti finanziati dal Ministero dell'Università in Italia) ha consentito - tramite la contaminazione delle idee e delle conoscenze, la creatività e lo spirito imprenditoriale dei giovani universitari - di definire un nuovo approccio didattico innovativo ed informale ed al tempo stesso di realizzare ben sei progetti innovativi di impresa. A "guidare" i C-Labers - selezionati otto mesi fa per partecipare alla prima edizione del Contamination Lab Catania - i vari tutor mentor e coach provenienti dal mondo imprenditoriale e della ricerca.

E ieri, nell'aula magna del Palazzo centrale, nel corso del convegno dal titolo "Il Contamination Lab Catania al traguardo della 1a Edizione: risultati e riflessioni", i C-Labers hanno presentato le idee progettuali - Athom, Ri.New, Gluscale, Idea, Choosers e Lio-Smartourism - alcune delle quali hanno già partecipato con successo a dei contest specifici per start up.
"Tutti noi dobbiamo essere consapevoli che il futuro dei nostri giovani, in particolar modo occupazionale, si deve costruire sulle conoscenze e sulle competenze ed al tempo stesso sullo spirito imprenditoriale creativo ed innovativo - ha spiegato il rettore Giacomo Pignataro - grazie a questa iniziativa il nostro Ateneo ha sperimentato un nuovo modo di fare didattica, prima incentrata solo sulla specializzazione delle competenze. Adesso abbiamo puntato sulla contaminazione delle idee, sull'organizzazione della ricerca come interdisciplinarità e su una formazione frutto di confronto tra colleghi provenienti da diversi dipartimenti".

"Questa esperienza - ha aggiunto il rettore alla presenza del presidente dell'Ingv, Stefano Gresta, del direttore del Lns-Infn Catania, Giacomo Cuttone, del presidente dell'Ersu Catania, Alessandro Cappellani - ovviamente non deve esaurirsi all'interno dell'Ateneo, ma deve andare oltre il nostro territorio etneo. Per questi motivi è fondamentale il rapporto con le altre istituzioni del territorio e col mondo imprenditoriale siciliano per innovare e sperimentare nuove conoscenze, per arricchire la formazione dei nostri giovani e dare a Catania nuove prospettive imprenditoriali e lavorative". Un tema ripreso dall'assessore comunale Orazio Licandro, il quale ha evidenziato la "necessità delle istituzioni ed imprese di fare sistema al fine di realizzare nuove opportunità di lavoro per i nostri giovani ed al tempo stesso formare nuovi dirigenti".

"Il C-Lab ha rappresentato e rappresenterà, visto che già sono stati selezionati altri 30 C-Labers per la prossima edizione, un luogo dove creatività, formazione e innovazione imprenditoriale si mescolano per creare lavoro e impresa. Al tempo stesso il C-Lab ha rappresentato un modello didattico innovativo ed una nuova occasione di formazione per gli studenti, che sono essi stessi il centro della sperimentazione" ha spiegato il referente d'Ateneo del progetto C-Lab, Vincenzo Catania.

A seguire Mattia Corbetta del Ministero per lo Sviluppo economico ha sottolineato "il successo dei C-Lab in campo nazionale nella creazione dei talent e know-how per il miglioramento del mondo imprenditoriale grazie ad un'esperienza contemporanea ed innovativa e a start-up che presentano delle caratteristiche diverse dalle imprese, ovvero riescono a scalare rapidamente il mercato, hanno una forte proiezione internazionale, sono frutto di un processo di aggregazione, rappresentano un focus importante sulla innovazione tecnologica e sono frutto di una creazione costante e continua". "Al tempo stesso - ha aggiunto Corbetta - le start-up innovative, oltre a favorire la mobilità sociale, sono sostenute dalla burocrazia per la loro creazione ed, infatti, ne sono state costituite in pochi mesi ben 4.206 in Italia, ed anche per l'assunzione dei lavoratori grazie a contributi statali stanziati dal Mise, nel dettaglio ben 172 milioni di euro a 382 start-up oltre a finanziamenti a fondo perduto".

Presenti alla cerimonia anche Bernardino Chiaia del Politecnico di Torino ed i responsabili delle Attività formative del C-Lab Daniela Giordano e Marco Galvagno, Francesco Caizzone (STMicroelectronics Catania), Rosario Sapienza (Impact Hub Siracusa), Gabriele Elia (Open Innovation Research Telecom Italia) e Francesco Mantegazzini (MGH7 Venture Capital). A sostener il C-Lab anche il Consorzio Arca di Palermo ed il Credito Siciliano.
In chiusura i 30 C-Labers hanno ricevuto gli attestati finali del laboratorio.