Concluso il progetto “Noi protagonisti in prima linea nella cura dell’Albero della Legalità"

Il Coro di Notte dei Benedettini ha ospitato il dibattito conclusivo del progetto che ha coinvolto gli istituti Cavour e San Giovanni Bosco di Catania

9 Aprile 2018
Giuseppe Melchiorri

“Studiate, crescete come individui e come cittadini e spendetevi quotidianamente a favore della collettività con azioni concrete. Vedrete che da tali azioni ne riceverete anche un guadagno personale”. E’ l’invito rivolto dal rettore Francesco Basile agli studenti degli istituti comprensivi statali Camillo Benso Cavour e San Giovanni Bosco di Catania, protagonisti del progetto “Noi protagonisti in prima linea nella cura dell’Albero della Legalità”, finanziato dal Miur nell’ambito del Piano Nazionale per la Cittadinanza attiva e l’Educazione alla Legalità (legge 18/12/1997 n. 440) e realizzato in collaborazione con l’Associazione nazionale anticorruzione (Anac).

Questa mattina nel Coro di Notte del Monastero dei Benedettini si è tenuto il “Dibattito sulla legalità”, momento conclusivo del progetto, aperto dagli indirizzi di saluto, oltre che del prof. Basile, anche dei dirigenti scolastici delle scuole Cavour e San Giovanni Bosco Maria Leonardi e Valeria Alfia Pappalardo.

“Reputo fondamentali incontri come questo – ha spiegato ancora il rettore –, perché finalizzati a diffondere la cultura della legalità fra i giovani: l’illegalità, la corruzione sono spesso frutto della mancata conoscenza delle regole”.

Sono poi intervenuti la prof.ssa Ida Nicotra, ordinario di Diritto costituzionale nel dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania e consigliere dell’Anac, il procuratore distrettuale aggiunto della Repubblica di Catania Marisa Scavo e il dirigente del compartimento della Polizia postale e delle Comunicazioni “Sicilia Orientale” di Catania Marcello La Bella. Questo progetto – ha affermato la prof.ssa Nicotra – rientra nelle attività previste dal protocollo d’intesa siglato da Miur e Anac per diffondere la cultura della legalità nelle scuole. Al centro di questo protocollo ci sono proprio i giovani, nella consapevolezza che la lotta al malaffare è una missione culturale che inizia dalla formazione in giovanissima età.  Si tratta di una collaborazione tra diverse forze (scuole, Miur e Anac) che fanno rete per spiegare ai ragazzi che la corruzione e la criminalità influiscono negativamente sul loro futuro”.

Il progetto ha previsto diverse attività, fondandosi sulla convinzione che la scuola è palestra di democrazia che contribuisce a sviluppare  responsabilità personale, accoglienza, solidarietà, collaborazione e fa capire che il cambiamento parte dall’impegno quotidiano e dalle piccole cose.

Il percorso è stato articolato nelle sue molteplici accezioni: “legalità quotidiana” (adozione del Parco Fenoglietti e riqualificazione della piazza Horacio Majorana), “legalità economica…illegalità e mafia” (dibattito sulla lotta ala criminalità organizzata) e “legalità e sport” (mattinata di basket al PalaCatania).