Come spiegare i "Sud del Mondo"

Inaugurata a Scienze politiche la Winter School per docenti delle scuole secondarie

2 Novembre 2017
Giuseppe Melchiorri

Formare i docenti delle scuole secondarie e fornire loro gli strumenti didattici adeguati per un nuovo approccio nell’insegnamento scolastico delle problematiche relative al rapporto tra Nord e Sud del mondo, dal punto di vista storico, culturale e geografico.

E’ l’obiettivo della V edizione della Fall/Winter School “I Sud del mondo. I problemi fondamentali per lo studio e per l’insegnamento dei rapporti fra le disuguaglianze dell’età contemporanea”, promossa dal dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania (Dsps), in collaborazione con l’Istituto nazionale Ferruccio Parri, l’Istituto siciliano per la Storia dell’Italia contemporanea (Issico), l’Istituto meridionale di Storia e Scienze sociali (Imes), l’associazione Novecento.org, l’Istituit Francais e il liceo Baggio Lera di Catania. La scuola – diretta da Antonio Brusa, direttore di Novecento.org e del comitato scientifico del Ferruccio Parri e coordinata dal docente di Storia moderna del Dsps Giuseppe Barone- è stata inaugurata questa mattina nell’aula magna del dipartimento.

 

Una tematica di grande richiamo, come dimostra la massiccia adesione, con circa cinquanta docenti iscritti provenienti da tutta Italia. “Il rapporto Nord/Sud è un nodo nevralgico del dibattito pubblico – ha affermato il prof. Barone -, così come della riflessione scientifica più attuale: i processi di integrazione, ma anche soprattutto i gap e gli squilibri che separano le diverse aree del mondo vengono sempre più spesso letti nell’ottica di una relazione tra due “poli” ideali — il Nord e il Sud per l’appunto — che corrispondono a blocchi politici, economici e culturali, più che geografici in senso stretto. Si tratta di uno schema interpretativo ampiamente usato anche nelle nostre scuole, sia negli insegnamenti disciplinari di storia e geografia, sia nella trattazione, anche occasionale, delle questioni sensibili riguardanti le diseguaglianze nel mondo contemporaneo e dell’educazione alla cittadinanza. Proprio questo suo largo uso, ha fatto sì che molti modelli e ragionamenti si siano sclerotizzati col tempo o siano diventati fonte di argomentazioni morali o politiche, più che scientifiche”.

“L’obiettivo del corso è proprio questo – ha poi continuato il prof. Barone -: è necessaria una profonda opera di revisione, che permetta di lavorare per il raggiungimento di alcuni obiettivi di interesse vitale per la formazione del cittadino, quali, la conoscenza delle cause dell’instabilità che pervade alcune regioni del pianeta, dei processi di modernizzazione politica ed economica, la conoscenza e la valutazione delle sfide cui sono chiamate le principali istituzioni nazionali e sovranazionali, la consapevole capacità di affrontare i problemi relativi al confronto tra identità ed interessi diversi, e talvolta confliggenti. Si tratta di conoscenze e di competenze che sottolineano il ruolo della Storia come chiave d’accesso privilegiata alla conoscenza e alla problematizzazione del mondo attuale”.

 

“Le lezioni sono state calibrate sulle esigenze didattiche degli insegnanti – ha evidenziato Brusa – che avranno la possibilità di discutere con i relatori, proponendo loro direttamente i problemi che ritengono utili affrontare in classe. Saranno accompagnante da una nutrita serie di proposte di lavoro, in grado di approfondire e mettere a fuoco alcune questioni "scottanti", fra cui le migrazioni, la geografia dei Paesi "fantasma" (come il Kurdistan o la Palestina), il Iavoro schiavile, le periferie urbane, gli stereotipi sull'unificazione italiana, l'agricoltura e lo sviluppo o la questione ambientale”.

La winter school è stata strutturata in maniera da avere ripercussioni pratiche sul lavoro quotidiano dei docenti che potranno provare in classe le proposte, usufruendo dell'assistenza dell'équipe della scuola, e collaborando in questo modo alla loro sperimentazione e alla produzione di materiali che contribuiranno alla diffusione di questi temi di lavoro.

 

All’inaugurazione ha preso parte anche il prof. Rosario Mangiameli, ordinario di Storia contemporanea del Dsps e componente del comitato scientifico della scuola che ha evidenziato come il problema oggetto del corso “ci riguarda tutti da vicino, in quanto, oltre  ad essere noi stessi ‘sud’, inteso come meridione europeo, viviamo ogni giorno l’emergenza degli arrivi di persone da altri sud”.

Il comitato scientifico della scuola è composto dai docenti Salvo Adorno (Università di Catania), Alberto De Bernardi (Università di Bologna), Pinella Di Gregorio (Università di Catania), Angelo Granata (Università di Catania), Giuseppina Lo Bianco (liceo scientifico Boggio Lera), Marina Mangiameli (Università di Catania) e Rosario Mangiameli (Università di Catania). I partecipanti sono affiancati dai tutor Arnaud Benbara, Alessia Facineroso, Marina Mangiameli, Andrea Miccichè e Chiara Pulvirenti