Ce la farò?

Presentato al Coro di Notte dei Benedettini il libro di Barbara e Nancy Minutoli

16 Dicembre 2019
Eliana Vitale

Venerdì 13 dicembre, nel Coro di notte del Monastero dei Benedettini, si è tenuta la presentazione del libro Ce la farò di Barbara e Nancy Minutoli, alla presenza di numerose personalità del mondo accademico catanese che hanno conosciuto la giovane studentessa iscritta al corso di laurea in Filologia Moderna dell’Università etnea ed eccellenza della Scuola Superiore di Catania, venuta a mancare prematuramente due anni fa.
In apertura sono stati letti degli estratti dal libro che ha preso corpo dal diario di Barbara e che è stato poi rielaborato dalla madre Nancy Minutoli con la supervisione della professoressa Marina Paino, direttore del Disum.           
L’intervento del rettore Francesco Priolo, presidente della Scuola Superiore di Catania ai tempi in cui Barbara la frequentava, ha puntato l’accento sulla dimensione familiare che l’Ateneo desidera offrire ai suoi studenti: «L’università è questa: un’università che ha un cuore e che forma nella maniera più alta che ci possa essere. Un’università che vede negli studenti non dei numeri, ma degli uomini e delle donne che andranno avanti nella vita e che noi ricorderemo con affetto».

Il direttore Paino racconta commossa il processo di revisione del diario di Barbara. Riattraversare le parole della sua allieva, ritrascriverne il testo, entrare in un corpo a corpo con esso e soprattutto rileggerlo ad alta voce insieme ai suoi genitori è stato per lei un’esperienza dall’intenso coinvolgimento emotivo. Il professore Mario Pagano, presidente del corso di laurea magistrale in Filologia moderna, ricorda Barbara con affetto. Indimenticabile è per lui la memoria di quella studentessa modello, che gli raccontava di trovare nello studio la sua forza, nonostante la malattia: «Oggi il ricordo della madre è riuscito a coniugare accademia e umanità, rigore e tenerezza», aggiunge.       
A seguire, le connessioni individuate dal professore Giuseppe Di Fazio tra il libro di Barbara e quello di Laura Salafia, la giovane rimasta paralizzata a causa di una pallottola vagante nel 2010: entrambi ripropongono l’immagine della farfalla come simbolo di leggerezza, libertà e rinascita ed entrambe le ragazze sono grate del prezioso dono dell’amicizia che ha permesso loro di non sentirsi sole nelle avversità.
In coda, l’intervento di Giorgio Romeo, direttore della testata Sicilian Post, per il quale Barbara ha scritto, avviando il suo grande sogno di essere una giornalista, testimonianza diretta di un’aspirazione e di una vera e propria passione per il giornalismo che la ragazza ha nutrito fino alla fine.

Tra aneddoti e messaggi di affetto da parte di amici e persone care rivolti alla memoria di Barbara, l’incontro è stato in grado di ravvivare il ricordo della giovane studentessa e di offrire anche nuove suggestioni tra letteratura e medicina. In chiusura, la consegna delle due borse di studio per le migliori tesi di laurea magistrale in Filologia moderna assegnate a Giulia Barbagallo e Giulia Imbrogiano e la proiezione di un video curato dagli studenti della Scuola Superiore di Catania dedicato a Barbara.