A Catania il congresso nazionale della Società italiana di Neurosonologia ed Emodinamica cerebrale

Il rettore Basile: “Più confronti multidisciplinari per un aggiornamento medico più rapido e proficuo”

27 Ottobre 2017
Giuseppe Melchiorri

Ischemie e patologie cerebrovascolari, patologie aterosclerotiche e non come fibrodisplasia, dissecazioni, vasculiti-arteriti, Pfo (Forame Ovale Pervio) e monitoraggio intraoperatorio in chirurgia vascolare, neurochirurgia, cardiochirurgia. Sono solo alcuni dei molteplici ambiti di applicazione della neurosonologia, disciplina che utilizza le metodiche a ultrasuoni (ad esempio l’ecodoppler) per lo studio del circolo cerebrale, in particolare per lo studio dei vasi arteriosi. Catania è stata scelta come sede del IX congresso nazionale della Società italiana di Neurosonologia ed Emodinamica cerebrale (Sinsec) – la società che raggruppa i professionisti che si occupano della disciplina -, inaugurato ieri pomeriggio all’Hotel Baia Verde.

L’incontro, dal titolo “Gli ultrasuoni nelle neuroscienze: tra presente e futuro”, è stato promosso con il patrocinio del dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e Tecnologie avanzate “Gian Filippo Ingrassia” dell’Università di Catania e si è aperto con gli indirizzi di saluto del rettore Francesco Basile, della prof.ssa Rita Bella dell’Università di Catania, in qualità di presidente del Congresso, del presidente della Sinsec Claudio Baracchini, del direttore generale dell’azienda ospedaliero universitaria “Policlinico-Vittorio Emanuele” di Catania Paolo Cantaro, del direttore del dipartimento Stefano Puleo e del direttore della Clinica neurologica del Policlinico di Catania Mario Zappia.

“Obiettivo del congresso – ha spiegato la prof.ssa Bella - è quello di fare il punto sui recenti sviluppi della neurosonologia nel campo tecnico, metodologico e clinico attraverso un approccio multidisciplinare, al fine di favorire la partecipazione attiva e promuovere la ricerca in questa disciplina. Abbiamo deciso di riservare molto spazio ai giovani medici, che in questi giorni condivideranno con noi le loro ricerche originali”.

La società, infatti, nei mesi scorsi ha lanciato il cosiddetto “Progetto giovani”, volto a medici e ricercatori al di sotto di 40 anni che abbiano svolto o ideato un progetto di ricerca in cui abbia un ruolo la neurosonologia. “Come società scientifica – ha affermato infatti Baracchini - la Sinsec ha fra i suoi scopi fondamentali quello formativo. Pur in un clima di risorse ogni giorno più limitate, non vogliamo rinunciare al nostro impegno verso i giovani e a loro abbiamo destinato un finanziamento per l’iscrizione a questo congresso, attraverso un concorso che ha premiato i migliori contributi”.

“Sono molto orgoglioso che la Sinsec abbia deciso di svolgere qui a Catania il suo congresso - ha esordito il rettore Basile –. Si tratta di una società particolare, che racchiude professionalità di varie discipline e per noi medici il confronto multidisciplianare e pluritematico è particolarmente importante: l’aggiornamento comune è molto più rapido e proficuo”. “Vorrei ringraziare a nome dell’Ateneo la prof.ssa Bella – ha continuato Basile - per aver curato l’organizzazione, con il supporto del suo dipartimento, di questo convegno e mi congratulo con lei anche per il suo recente scatto di carriera, con la chiamata come professore associato. E’ il giusto riconoscimento per la sua professionalità e la sua disponibilità in ambito assistenziale, di didattica e di ricerca”.

“La presenza di tanti professionisti proveniente da ogni parte d’Italia – ha affermato Cantaro – è la dimostrazione dell’alto livello scientifico del congresso. E’ un incontro, infatti, che è insieme sintesi di nuove tendenze e attualizzazione delle nuove frontiere della neurosonologia. Si tratta di una disciplina che può dare un contributo importante per quanto riguarda il “governo” dell’area critica e lo dico anche in relazione alla prossima apertura del pronto soccorso del Policlinico. Al centro del convegno, non a caso, c’è la discussione sull’impatto delle nuove tecnologie – alla base di questa specializzazione –, su medico e malato: queste, infatti, rendono più agevole l’analisi diagnostico -terapeutica da parte del professionista e, di conseguenza, fanno aumentare le possibilità di sopravvivenza del paziente”.

Dopo l’intervento del prof. Puleo che ha voluto ringraziare la prof.ssa Bella per la sua attività “fondamentale per una valutazione positiva delle performance del dipartimento, che si basano sulle attività di didattica e di ricerca dei suoi docenti”, il prof. Zappia si è detto estremamente orgoglioso della presenza di tanti illustri ospiti a Catania, a dimostrazione di come “la neurologia etnea sia ancora, come in passato, un punto di riferimento a livello nazionale”.

Alla prima giornata del congresso ha partecipato il prof. Mickael Tanter (Institut Langevin Parigi), introdotto dal prof. Giovanni Pennisi del Policlinico, e il prof. Luigi Di Pino. Successivamente si sono tenute le prime due sessioni su vasculiti e sistema nervoso centrale e sulle nuove frontiere nel trattamento della depressione.

L’incontro proseguirà sempre alla Baia Verde fino a sabato 28 con sessioni di lavoro su ultrasuoni e funzioni cognitive, neurosonologia del parenchima cerebrale, ictus da cause rare, neurosonologia in area critica e ultrasuoni e nervo periferico e con una tavola rotonda dal titolo “Neurosonologia e Ssc: un’integrazione ancora precaria”. Nel corso del congresso, inoltre, si terrà un simposio sul ruolo degli ultrasuoni nelle scelte terapeutiche.