Cairo, inaugurato il corso di studi in “Archeology and Conservation of Cultural heritage”

Nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra l’Università di Catania, l'Università Ain Shams e il Centro culturale Copto Ortodosso del Cairo sarà attivato un laboratorio per lo studio dei materiali antichi finalizzato alla conoscenza e alla conservazione dei beni culturali

27 Giugno 2019
Alfio Russo

È stato inaugurato ieri, nei locali del Centro culturale Copto Ortodosso del Cairo (Egitto), il corso di studi in “Archeology and Conservation of Cultural heritage” della Scuola internazionale di Scienze applicate al Patrimonio culturale nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra l’Università di Catania, la Ain Shams University e il Centro culturale Copto Ortodosso del Cairo (Egitto) siglato a Catania nel gennaio scorso.

Un accordo finalizzato allo sviluppo di una collaborazione nel campo della conoscenza e della conservazione dei beni culturali, un settore che vede l’Università di Catania sempre più protagonista nell’area del Mediterraneo e del Nord Africa grazie anche ai proficui rapporti inter-accademici intrapresi con gli atenei egiziani.

La scuola consentirà a 50 studenti, conservatori e restauratori egiziani un corso di formazione intensivo su una serie di argomenti specifici selezionati nel campo dell'archeometria e della conservazione dei beni culturali.

Il corso – che vedrà coinvolti numerosi docenti dell’Ateneo di Catania - coprirà una vasta gamma di argomenti interdisciplinari come ad esempio aspetti disciplinari di base di matematica, fisica e chimica, conservazione dei materiali e tecniche di diagnostica innovative.

Ad aprire i lavori della cerimonia di inaugurazione Paolo Sabbatini (direttore del Centro Culturale Italiano in Egitto), Rosario Sinatra (delegato del rettore dell’Università di Catania per le Politiche di sviluppo nel bacino del Mediterraneo), Abdel Wahab Mohamed Ezzat (rettore della Ain Shams University) e Anba Ermia (direttore del Centro culturale Copto Ortodosso) che hanno sottolineato «la forza dei legami sociali e culturali tra l'Italia e l'Egitto sin dalla storia antica e l'importanza di ampliare i rapporti anche ad altri aspetti». «Lo studio della conservazione e del restauro del patrimonio antico di questi due paesi è un'area fondamentale di studio e ricerca che servirà allo scopo di salvaguardare il patrimonio culturale dei due paesi, ritenuto altamente inestimabile per il mondo in generale» hanno aggiunto i relatori.

La delegazione dell’Ateneo catanese era composta, oltre che dal prof. Sinatra, anche dai docenti Maria Alessandra Ragusa (delegata all’Internazionalizzazione), Enrico Ciliberto e Filippo Stanco insieme con il dirigente dell’Area per la Didattica, Giuseppe Caruso.

«Oggi più che mai è necessario aprirsi a prospettive di cooperazione transnazionale che affrontino le nuove sfide legate ad uno sviluppo tecnologico sostenibile, alla protezione dell'ambiente e del patrimonio culturale, alle politiche economiche e sociali – ha spiegato il prof. Sinatra -. Si tratta infatti di promuovere una politica di ricerca e di studio in cui le diversità confluiscano in una creatività e progettualità comuni, che valorizzino quelle corrispondenze e convergenze, derivate anche dalle commistioni secolari presenti in un’area che accomuna Europa, Asia e Africa».

Nell’ambito dell’accordo della durata quinquennale sarà realizzato anche un moderno Laboratorio al Centro Culturale Copta del Cairo per lo studio dei materiali antichi finalizzato alla conoscenza e alla conservazione dei beni culturali che sarà a breve completato con strumentazioni del dipartimento di Scienze chimiche dell’Università di Catania.

«Il laboratorio che sarà realizzato nell’ambito della collaborazione consentirà di fornire un supporto tecnico-scientifico alla ricerca archeologica e agli studi di Scienza della conservazione in terra egiziana sui materiali e sulle problematiche di conservazione e restauro specifiche della regione – ha spiegato il prof. Ciliberto, direttore del Laboratorio -. I ricercatori italiani e anche di altre nazionalità, infatti, si trovano spesso nella impossibilità di realizzare indagini archeometriche o mirate allo sviluppo di tecniche conservative su materiali di interesse storico-artistico, essendo impedita, in base alle norme egiziane, qualunque forma di spedizione all’estero di campioni o reperti da studiare. Il luogo potrà quindi divenire un forte punto di riferimento per tutti i ricercatori e gli studenti di dottorato italiani ed esteri che intendano sviluppare ricerche in questi settori».

L’accordo, della durata quinquennale, con l’Università Ain Shams, una delle più prestigiose università egiziane, e con il Centro Culturale Copto Ortodosso, una struttura di grande rilevanza per quel che attiene la conservazione del patrimonio archeologico e storico artistico dell’Egitto antico e moderno, consentirà, inoltre, di ampliare ulteriormente le collaborazioni in questo campo e, in particolar modo, permetterà all’Università di Catania di divenire uno dei principali poli di riferimento nell’area del Mediterraneo e Nord Africa per la conoscenza, la conservazione e il restauro dei beni culturali, prevede, inoltre, anche la realizzazione di progetti congiunti di ricerca scientifica e corsi di formazione oltre agli scambi di studenti, laureati, dottori di ricerca, docenti e ricercatori.