Biodiversità, docenti e ricercatori etnei contribuiscono alla prima Lista Rossa Europea

Il documento fornisce un quadro attuale dello stato di conservazione di ben 490 habitat in 35 Paesi europei dal Circolo polare artico al mar Mediterraneo e mar Nero

30 Gennaio 2017
Alfio Russo

Anche i docenti e i ricercatori dell’Ateneo di Catania hanno fornito un importante contributo all’elaborazione della prima Lista Rossa Europea degli Habitat.

Una valutazione complessiva degli habitat europei – la prima assoluta – che fornisce un quadro attuale dello stato di conservazione di ben 490 habitat (terrestri e marini) in 35 Paesi europei, dal Circolo polare Artico fino al mare Mediterraneo e mar Nero e che ha registrato i contributi di ben 300 esperti tra cui il responsabile scientifico dell’Orto botanico dell’Università di Catania Gian Pietro Giusso del Galdo e l’esperto del Cutgana Saverio Sciandrello.

La Lista Rossa Europea degli Habitat è stata finanziata dalla Commissione Europea ed è stata coordinata da un partenariato internazionale formato dall’istituto di ricerca ambientale olandese Wageningen Environmental Research, dall’Iucn e dal Nature Bureau.

Il prof. Giusso Del Galdo, insieme con Saverio Sciandrello, ha partecipato al team italiano coordinato da Daniela Gigante dell'Università di Perugia e composto da Alicia Acosta (Università “Roma Tre”) e Fabio Attorre (Università “La Sapienza”) occupandosi specificatamente degli “Habitat rocciosi”.

“La Lista Rossa Europea degli Habitat fornisce uno strumento completamente nuovo e onnicomprensivo per rivedere gli impegni dell'Europa per la protezione e il ripristino degli ambienti sia terrestri che marini – spiega il prof. Giusso Del Galdo -, la lista prende in considerazione una gamma molto più ampia di habitat rispetto a quelli attualmente protetti sulla base della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" e costituisce un valido strumento per misurare i progressi nel conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 per la conservazione della biodiversità”.

“I risultati sono abbastanza desolanti – aggiunge -. Più di un terzo degli habitat terrestri sono attualmente in pericolo di scomparsa, in particolare più di tre quarti delle paludi e torbiere, più della metà degli habitat erbacei e quasi la metà di laghi, fiumi e coste. Le foreste, le brughiere e gli habitat rocciosi mostrano un livello di minaccia meno marcato, ma destano comunque grande preoccupazione. Nell'ambiente marino, i banchi di molluschi, le praterie di fanerogame marine e gli estuari sono ovunque minacciati. Nel Mar Mediterraneo, quasi un terzo di tutti gli habitat è a rischio di collasso; nell'Atlantico nord-orientale, quasi un quarto. Di grande interesse è il gran numero di habitat marini di cui sappiamo ancora troppo poco, soprattutto nel Mar Nero”.

“Gli habitat europei sono in declino sia per estensione, sia per qualità per diverse ragioni, e molte minacce stanno avendo impatti sempre più grandi – aggiunge il docente etneo -. L'agricoltura intensiva, l'abbandono del pascolo e delle tradizionali attività agro-pastorali, l'alterazione degli equilibri idrici, l'inquinamento, l'invasione di specie vegetali e animali aliene, l'urbanizzazione e lo sviluppo di infrastrutture continuano a rappresentare pericoli per gli habitat terrestri. Nell'ambiente marino sono soprattutto l'inquinamento, l'arricchimento di nutrienti, e le pratiche di pesca distruttive a risultare le cause di minaccia più impattanti. Alcuni effetti dannosi del cambiamento climatico sono già evidenti sia nei sistemi marini che in quelli terrestri e rischiano di peggiorare”.

“Questi habitat formano il ricco arazzo dei numerosi e variegati paesaggi europei – conclude -.  Ospitano molte migliaia di piante e animali e ci forniscono importanti servizi ecosistemici, come ad esempio la protezione del suolo, il sequestro del carbonio, un contrasto al riscaldamento globale. Questi habitat, inoltre, contribuiscono a produrre colture di pregio, a sostenere l'allevamento e la pesca, a fornire splendide cornici per il turismo e le attività ricreative. Offrono ispirazione e gioia a tutti e sono un patrimonio prezioso e insostituibile per le generazioni future”.