"Balle di Scienza", chiusura con lo spettacolo teatrale "Quanti Majorana"

Grande successo di pubblico per la pièce che racconta la vita dello scienziato catanese Ettore Majorana

6 Giugno 2016

Un cammino “a braccetto” con lo scienziato catanese Ettore Majorana, raccontato attraverso ciò che lo ha interessato o inquietato della vita, della scienza, della storia, e attraverso gli incontri che lo hanno segnato, in un periodo particolarmente fecondo per la fisica moderna ed estremamente significativo dal punto di vista storico.

Ha chiuso in bellezza domenica scorsa la mostra “Balle di Scienza”, nello scenario suggestivo del cortile della Città della Scienza dell’Università di Catania, in via Simeto. L’evento conclusivo, la rappresentazione teatrale “Quanti Majorana” ha avuto un significativo riscontro di pubblico e apprezzamento. La pièce aveva avuto il suo battesimo nel 2013, in occasione di un convegno catanese della Società Italiana degli Storici della Fisica e dell’Astronomia e accolta già allora con una standing ovation da un pubblico di esperti, e replicata poi al teatro Galilei di Città della Scienza di Napoli, che apprezzò il modo originale e accattivante, ma anche rigoroso, in cui affiorano i grandi temi della rivoluzione scientifica del secolo scorso.

Scritta e diretta da Roberta Raciti, con elaborazioni video a cura di Mario Cosentino, l’opera è stata magistralmente interpretata da Bruno Torrisi. La vicenda di Majorana diventa così occasione per toccare i grandi temi della rivoluzione scientifica e i personaggi che l’hanno animata: Schroedinger e le stranezze della fisica quantistica, Heisenberg e il principio di indeterminazione, il decadimento beta, Pauli e l’ipotesi del neutrino, Chadwick e la scoperta del neutrone, Dirac il positrone e l’antimateria, Fermi e la fissione nucleare, il neutrino di Majorana, una misteriosa particella concepita in quegli stessi anni e da lui prefigurata come la particella più autodistruttiva del cosmo. E così la parabola della vita dell’insigne scienziato è stata esplorata attraverso la straordinaria coincidenza della sua vicenda biografica con i suoi studi, fino a farsene metafora.