In Azerbaigian uno scavo archeologico per portare alla luce una necropoli di 2.400 anni fa

Il progetto è diretto dal prof. Nicola Laneri del dipartimento di Scienze umanistiche. Sulla rivista "Archeologia viva" un articolo sullo stato della missione

2 Gennaio 2020

Il prof. Nicola Laneri, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente antico nel dipartimento di Scienze umanistiche dell'Università di Catania, dirige, insieme al collega Bakhtiyar Jalilov, docente dell’Accademia delle Scienze di Baku il progetto "Ganja Region Kurgan Archaeological Project " (GaRKAP) nell’Azerbaigian occidentale dove si sta scavando una necropoli con tumuli funerari realizzati dal IV al I millennio a.C.

Tra salme corredi e slitte carbonizzate emerge il ritratto di una società nomade di tipo egualitario ma divisa per credenze e culti magici tumuli con una fossa scavata nella terra ricoperta poi da un monticolo in pietra. Sono i kurgan, chiara espressione di una tradizione funeraria che nasce nelle steppe russe durante il V millennio a.C., ma che lentamente si trasferisce verso sud in tutta l’area del Caucaso meridionale diventando uno dei pochi elementi tangibili della presenza delle popolazioni nomadiche in questa regione tra IV e I millennio a.C.  Note già dai racconti dello storico greco Erodoto (V sec. a.C.), tali strutture sono di straordinario interesse per gli studiosi intenti a coniugare l’esame dei costumi funerari con l'indagine sulle comunità nomadiche. Per saperne di più su questa realtà caucasica, dal 2018 una missione italo-azera ha cominciato a indagare i kurgan datati tra fine IV e gli inizi del I millennio a.C. nell’Azerbaigian occidentale. Il progetto GaRKAP ha preso avvio da un accordo scientifico tra il "Center for Mediterranean and Near Eastern Studies" (Camnes) di Firenze e l’Istituto di Etnografia e Archeologia dell’Accademia delle Scienze di Baku supportato dal Ministero degli Esteri; poi a partire dal 2019 si sono aggiunte l’Università di Catania e la OLLE Fondazione Mediterraneo Antico.

La missione italo-azera ha coinvolto uno staff internazionale di studiosi e studenti italiani, azeri e francesi e continuerà nel 2020 con la pubblicazione di un volume dedicato a comprendere meglio il ruolo svolto dai kurgan nella tradizione funeraria delle popolazioni caucasiche. Inoltre, grazie a questo progetto sono stati attivati accordi di collaborazione tra l’Università di Catania e istituzioni scientifiche dell’Azerbaijan. Un articolo sulla missione è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista "Archeologia Viva".