Avviate le attività del laboratorio di ricerca congiunto tra Ateneo e StMicroelectronics

La sinergia prevede la condivisione di know-how, attrezzature e spazi di lavoro, ma anche opportunità di stage e di ricerca a giovani laureandi e dottorandi nell'ambito della Computer Vision

28 Novembre 2016

Hanno preso ufficialmente il via nei giorni scorsi le attività del laboratorio congiunto che vedrà la collaborazione tra il gruppo di ricerca IPLab del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Ateneo di Catania e il gruppo Ast Computer Vision di STMicroelectronics.

Le attività della nuova struttura riguarderanno la condivisione del know-how, di attrezzature e spazi di lavoro, ma anche opportunità di stage e di ricerca per giovani laureandi e dottorandi nel settore della Computer Vision, ossia è la disciplina che studia come abilitare i computer alla comprensione e alla

interpretazione delle informazioni visuali presenti in immagini o video. Il laboratorio è uno dei frutti dell’accordo quadro sottoscritto nella primavera scorsa dall'Università di Catania e dalla multinazionale dei semiconduttori, che affonda le sue radici in un antico e consolidato rapporto di collaborazione tra Ateneo e St e che ha già prodotto numerose pubblicazioni e brevetti industriali.

Il primo incontro si è tenuto nella sede di STMicroelectronics di Catania, presenti i docenti del dipartimento di Matematica e Informatica Sebastiano Battiato (presidente corso di laurea in Informatica) e Giovanni Farinella insieme con gli ingegneri gruppo Ast Computer Vision di STMicroelectronics Agostino Galluzzo e Alessandra Capra. Un comitato tecnico-scientifico, formato da ricercatori e docenti in rappresentanza di entrambi i partner, si occuperà di coordinare ed individuare le tematiche, gli argomenti di ricerca e le attività che potranno riguardare anche progetti di formazione superiore.

Fra le prime iniziative in programma la borsa di dottorato finanziata da STMicroelectronics sul tema "Multi-Sensor Data fusion" che si pone come obiettivo quello di combinare dati provenienti da differenti sorgenti eterogenee (immagini/video, accelerometri, sensori di pressione, GPS, audio) per generare una rappresentazione del mondo circostante e capire l’interazione con l’utente. E, inoltre, ricerche in scenari emergenti quali monitoraggio delle attività, wellness, sicurezza e qualità della vita.