Ambiente e territorio come strumenti per il reinserimento

A Scienze politiche celebrata la giornata mondiale del servizio sociale

21 Marzo 2017
Giuseppe Melchiorri

Due giovani africani che alcuni anni fa hanno svolto un tirocinio formativo in un’azienda agricola di Aci San Filippo, grazie al quale adesso, sono stati assunti da due aziende catanesi; altri due giovani migranti che gestiscono e curano il verde comunale della Villa Belvedere di Acireale, sotto la supervisione di un giardiniere locale; e ancora un progetto di Orto urbano, realizzato a Catania, che coinvolge ben 15 persone, dieci migranti e cinque disoccupati siciliani. Queste tre storie – raccontate dal presidente del Consorzio “Il Nodo” Fabrizio Sigona – sono solo alcuni degli esempi di recupero e reinserimento di soggetti svantaggiati (non solo migranti, ma anche disoccupati, detenuti, minorenni autori di piccoli reati, tossicodipendenti, soggetti con disabilità…).

Ma non solo “agricoltura sociale”, le cooperative sono impegnate in diverse azioni atte a favorire l’inclusione: “Mohammed è un ragazzo egiziano giunto in Italia con una forte determinazione a studiare – ha spiegato Rita Gentile, presidente dell’Associazione “Accoglierete” -. Siamo riusciti a trasferirlo dopo poche settimane da un centro di prima ad uno di seconda accoglienza e grazie all’aiuto di un volontario, lo abbiamo inserito in un percorso scolastico. Dopo pochi anni è entrato al “Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico”, una scuola d’eccellenza dalla quale può accedere alle università più prestigiose al mondo e inseguire il suo sogno di diventare cardiochirurgo”.

Di tutte queste esperienze, e più in generale, delle storie che raccontano il lavoro che assistenti e cooperative fanno ogni giorno per favorire l’inclusione sociale, si è parlato questa mattina nel corso del convegno “Comunità e sviluppo: attori, diritti e territori”, promosso dall’Ordine professionale regionale degli Assistenti sociali, in collaborazione con il dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania.

 “Nell’ambito dell’International Social Work Day, la giornata mondiale del Servizio sociale – ha spiegato il promotore Carlo Pennisi, presidente del corso di laurea interclasse in Sociologia e Servizio sociale dell’Ateneo di Catania –, quest’anno dedicata al tema “Promuovere la comunità e la sostenibilità ambientale” abbiamo deciso di organizzare questo incontro per spiegare come il rapporto con l’ambiente e il territorio può aiutare a favorire l’inclusione di soggetti con disagi sociali. Abbiamo voluto raccontare le esperienze di queste persone che dimostrano come sia possibile creare un rapporto virtuoso tra ambiente e comunità locale e al contempo favorire lo sviluppo sostenibile del territorio”.

All’incontro hanno partecipato anche la prof.ssa Teresa Consoli, presidente del Cdl magistrale in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi sociali, Maria Concetta Storaci, segretaria del Consiglio nazionale dell’Ordine nazionale Assistenti sociali (Cnoas) e Giuseppe Graceffa, presidente dell’Ordine regionale degli Assistenti sociali. “Per il dipartimento di Scienze politiche e sociali è un onore ospitare questo evento – ha spiegato la prof.ssa Consoli-, perché tratta un tema fondamentale per lo sviluppo del territorio, cioè quello della promozione della comunità. Oggi le comunità sono lacerate e vanno ricostruite grazie all’aiuto di istituzioni e professionisti come gli assistenti sociali”.

La giornata si è svolta in tre sessioni di lavoro, coordinate da Mariella Spoto e Carmela Cosentino, dell’Ordine regionale degli Assistenti sociali e dedicate a rispettivamente a migranti, detenuti e, più in generale, alla vulnerabilità socio-territoriale: sono intervenuti anche Liliana Di Maria (coordinatrice Cooperativa Futura), Letizia Bellelli (dirigente dell’Ufficio per l'Esecuzione penale esterna di Catania), Vincenza Speranza (dirigente dell’Ufficio Servizio sociale minorenni), Maria Concetta Storaci e Giovanni Romano (presidente della cooperativa L’Arcolaio), Carlo Colloca (Università di Catania) e Alfredo Mela (Politecnico di Torino).