Accompagnare le Università verso una più ampia integrazione

Ai Benedettini presentato il rapporto Censis sull’inclusione di studenti con disabilità e Dsa

23 Giugno 2017
Giuseppe Melchiorri

Nell’anno accademico 2014-2015 il numero degli studenti universitari iscritti in Italia con invalidità superiore al 66% e con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) è stato di 14.649 individui, con un incremento triennale del13,3% (l’1,4% in più di studenti invalidi e il108,3% in più con disabilità). A fronte di tutto ciò, i dati sulla spesa evidenziano un’insufficiente copertura dei bisogni collegati a queste categorie di studenti, che esprimono una domanda sempre più complessa e articolata.

Sono i dati che emergono dal rapporto Censis “Accompagnare le Università verso una più ampia integrazione degli studenti con disabilità e Dsa”, presentato per la prima volta in Italia questa mattina al Monastero dei Benedettini nel corso del convegno “Presente e futuro dei servizi per l’inclusione: Atenei a confronto”, promosso dal Centro per l’Integrazione attiva e partecipata dell’Università di Catania (Cinap) e dalla Conferenza nazionale universitaria dei Delegati per la Disabilità (Cnudd).

“Nell’ambito dell’istruzione terziaria di tipo accademico la sottopopolazione degli studenti con disabilità e con DSA sia divenuta una componente numericamente significativa, in crescita, molto spesso in controtendenza con l’andamento complessivo di immatricolati e iscritti” ha affermato il dott. Luigi Bellesi, che ha presentato il rapporto, realizzato in collaborazione con 40 atenei, tra cui quello di Catania.

“La ricerca – ha continuato Bellesi – si è svolta attraverso un’analisi quantitativa, consistente in una lettura  dei dati statistici disponibili a livello scolastico e universitario e rilevazioni ad hoc negli atenei (numero di studenti con disabilità e Dsa, mappatura dei servizi d’ateneo; monitoraggio delle carriere); un’analisi qualitativa attraverso interviste ai delegati e agli operatori dei servizi e, infine, in un’analisi di customer satisfaction sugli studenti”.

“La domanda generata dagli studenti – ha affermato ancora Bellesi - si delinea principalmente intorno a tre aree di servizi: l’accesso ai luoghi di studio, la gestione degli aspetti amministrativo organizzativi e la didattica e l’apprendimento. In particolare, interrogati sui possibili ambiti di miglioramento dei servizi loro rivolti, gli studenti disabili partecipanti alla rilevazione ne hanno individuati principalmente tre: abbattimento delle barriere architettoniche, sistema di relazioni (rapporti con colleghi, docenti e altro personale universitario) e disponibilità di materiali didattici e di ausili tecnologici. Per quanto riguarda gli studenti con Dsa, i miglioramenti auspicati si concentrano soprattutto sulla dimensione relazionale-didattica: richiedono, infatti, maggiore disponibilità dei docenti verso le loro esigenze, un maggiore accesso al materiale didattico e al suo uso e una maggiore disponibilità di ausili tecnologici”.

Il convegno è stato aperto dagli indirizzi di saluto dell’Assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro Carmencita Mangano e del direttore del dipartimento di Scienze umanistiche Maria Caterina Paino. Sono intervenuti il presidente del Cinap Salvatore Massimo Oliveri, che ha presentato l’evento e il presidente del Cnudd Marisa Pavone, che ha introdotto i lavori.

“Obiettivo di questo incontro – ha affermato il prof. Oliveri - è il confronto sui servizi per l’inclusione degli studenti universitari con disabilità e Disturbi specifici dell’apprendimento, lo scambio sulle buone prassi esistenti e la riflessione su strategie inclusive innovative. Per sviluppare nuove politiche di inclusione è necessario avere una visione d’insieme della presenza degli studenti con disabilità e Dsa nel sistema universitario italiano e dei servizi forniti quali risorse per il diritto allo studio dai singoli Atenei”.

“Siamo particolarmente orgogliosi – ha continuato Oliveri – della scelta di questo convegno per la presentazione della ricerca del Censis, che ha visto il nostro Ateneo protagonista insieme ad altre 39 università. Si tratta di una ricerca molto importante perché ci fa riflettere sui processi di accoglienza e integrazione compiuti da ciascun ateneo coinvolto per accrescere il potenziale inclusivo di un capitale umano che non può andare disperso”. Il convegno è continuato il pomeriggio con gli interventi del prof. Fabio Ferrucci, dell’Università del Molise e di Ciro Pizzo, dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.