Accademia Gioenia, inaugurato il 195° anno accademico

Il rettore Basile: "Lunga vita all'istituzione che rappresenta punto di riferimento per i nostri docenti, in servizio o in pensione, che vi trovano un luogo ottimale per la diffusione del pensiero scientifico e del loro messaggio culturale"

22 Gennaio 2018
Mariano Campo

“Lunga vita all’Accademia Gioenia”. Questo l’auspicio espresso dal rettore Francesco Basile, che venerdì pomeriggio ha partecipato all’incontro di inaugurazione del 195° anno accademico della prestigiosa istituzione scientifica catanese, nell’aula magna del Palazzo centrale.

Il rettore ha portato il saluto dell’Ateneo catanese all’affollatissima platea di soci e simpatizzanti del sodalizio nato su ispirazione del naturalista catanese Giuseppe Gioeni d'Angiò (1743-1822) che si appresta a tagliare il traguardo dei duecento anni di vita, e che ha sin dall’inizio mantenuto un rapporto di intima collaborazione con l’Università etnea.

 “L’Accademia – ha sottolineato il rettore Basile – è un punto di riferimento per i nostri docenti, in servizio o in pensione, che vi trovano un luogo ottimale per la diffusione del pensiero scientifico e del loro messaggio culturale. E’ un’istituzione che ha sempre guardato con attenzione alle specificità siciliane, privilegiando la logica dell’interdisciplinarietà e fornendo supporto ai giovani ricercatori, attraverso premi e borse di studio”.
Al presidente Mario Alberghina, al vicepresidente Sebastiano Barbagallo e al segretario generale Mario Marino, in rappresentanza del sodalizio, è andato anche il saluto della Chiesa catanese, per bocca dell’Arcivescovo metropolita Salvatore Gristina:  “Guardiamo con simpatia – ha detto mons. Gristina - alla vita dell’Accademia e alle numerose manifestazioni culturali della città, a testimonianza di una vivacità della nostra comunità e del suo Ateneo. La Chiesa – ha aggiunto – è attenta agli sviluppi della ricerca umana, privilegiando il dialogo, laddove esistono posizioni diverse, e quanto si realizza a vantaggio delle giovani generazioni”.

“Questa cerimonia – ha esordito il presidente Alberghina, nella sua relazione inaugurale -, e l’attenzione e sensibilità dimostrate dalle autorità e dai numerosi ospiti presenti, servono anche per conservare e tramandare insieme con la memoria il ricco patrimonio culturale accumulato dai nostri illustri più antichi e più recenti predecessori”. “La nostra Accademia – ha proseguito il presidente - ha tagliato ottimi traguardi raggiungendo l’obiettivo statutario di contribuire al progresso delle scienze nel nostro territorio. Per il prosieguo rinnovo il solenne impegno nel porre la società civile in comunicazione con le discipline scientifiche dei tempi nuovi così veloci nei cambiamenti, per vivificarle e interpretarle rendendole coerenti e corrispondenti alle esigenze della società stessa e delle Istituzioni nel mondo moderno”.

Tra le criticità attuali, il prof. Alberghina ha segnalato il problema della nuova sede dell’Accademia e della sua preziosissima biblioteca (circa 40.000 tra volumi, raccolte di Atti e Bollettini, fascicoli di riviste e periodici scientifici provenienti sia dalla propria attività pubblicistica che dai numerosi scambi con analoghe istituzioni italiane e straniere), e le risorse finanziarie utili al suo sostentamento, confidando nell’attenzione e nel supporto (in primis) dell’Università, come è sempre avvenuto in passato.

La cerimonia si è poi conclusa con la consegna dei diplomi ai nuovi soci e con la conferenza inaugurale del prof. emerito Sebastiano Barbagallo sul tema: “Ecosostenibilità e salvaguardia dell’ambiente nella difesa delle piante dagli insetti dannosi”.