“SiMaSeed”, un progetto per la tutela della biodiversità siculo-maltese

Previsti interventi per migliorare lo stato di salute della flora selvatica e di rafforzare le popolazioni di specie rare e minacciate negli habitat della Rete Natura 2000 in Sicilia e Malta

8 Maggio 2018
Alfio Russo

Proteggere e conservare il grande patrimonio di biodiversità mediterranea che si trova in Sicilia e a Malta. È l’obiettivo del progetto "SiMaSeed - Tutelare la biodiversità nei siti della rete Natura 2000 in Sicilia e a Malta attraverso le Banche del germoplasma e il rafforzamento delle popolazioni”, finanziato dal Programma Interreg Italia-Malta 2014-2020, che è stato presentato stamattina all’Orto Botanico dell’Università di Catania.

“Il progetto si propone di contribuire ad arrestare la perdita di biodiversità con tecniche di conservazione in situ ed ex situ nelle banche del germoplasma – hanno spiegato le docenti Anna Guglielmo e Antonia Cristaudo dell'Università di Catania -. Lo scopo è migliorare lo stato di salute della flora selvatica e di rafforzare le popolazioni di specie rare e/o minacciate negli habitat della Rete Natura 2000, in Sicilia e Malta, isole che custodiscono un grande patrimonio di biodiversità mediterranea. Il progetto, inoltre, servirà da link tra la ricerca scientifica e le sue applicazioni promuovendo l’impiego di piante autoctone nel restauro ambientale, nel verde pubblico e nel settore vivaistico”.

Il progetto consentirà, come ha spiegato il prof. Pietro Pavone, responsabile della sezione “Biologia vegetale” del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania, di “tutelare e conservare nelle banche del germoplasma buona parte delle 3.500 specie vegetali presenti in Sicilia e le 1.100 a Malta che in questi decenni sono state censite nel corso delle ricerche condotte dall’Ateneo di Catania e in particolar modo dal prof. Salvatore Brullo”.

Proprio la sezione di Biologia vegetale è capofila di questo ambizioso progetto, il cui partnariato è composto anche dall’Università di Malta, dal Dipartimento della Regione Siciliana dello Sviluppo Rurale e Territoriale e dal Ministero di Gozo.

A seguire la prof.ssa Alessandra Gentile dell’Università di Catania, delegata del rettore alla Ricerca, ha sottolineato “la necessità di una integrazione tra le istituzioni nel campo della formazione, ricerca e trasferimento dei risultati della ricerca stessa e la collaborazione, già avviata da tempo, con l’Università e con il Ministero dell’Agricoltura maltesi confermano la strada intrapresa in questo anni dal nostro ateneo”. E sull’importanza del progetto ha aggiunto che “la conservazione del materiale genetico delle specie vegetali è fondamentale per il futuro dei giardini e degli habitat della Rete Natura 2000”.

Il prof. Rosario Sinatra dell’Università di Catania, delegato del rettore alle Politiche di sviluppo nel bacino del Mediterraneo, invece, ha evidenziato “l’importanza del Programma Interreg Italia-Malta 2014-2020, che vede l’Università di Catania impegnata in 7 progetti, per la ricerca e il trasferimento delle innovazioni sui territori interessati”. Ma ha anche auspicato “un maggiore impegno dell’Ateneo catanese che punta a ricoprire un ruolo da protagonista nella futura piattaforma del Mediterraneo”.

Nel corso della presentazione sono intervenuti per i partner Joseph Buhagiar (Università di Malta), Giancarlo Perrotta (Dipartimento della Regione Siciliana dello Sviluppo Rurale e Territoriale), Anthony Zammit (Ministero di Gozo) e Letizia Ferlito (Università di Catania) e, inoltre, anche l’assessore all’Ecologia del Comune di Catania, Rosario D’Agata, e per “Ribes”, la Rete Italiana Banche del Germoplasma, Sara Magrini.