“Resto al Sud”: incentivi per giovani imprenditori delle Regioni del Mezzogiorno

Il rettore Basile tra gli ospiti dell'incontro promosso dalla Banca Intesa San Paolo: "Orientamento in entrata e uscita obbligo delle Università"

1 Giugno 2018
Giuseppe Melchiorri

“Iscrivetevi all’Università, costruite il vostro domani: ampliando il vostro bagaglio culturale troverete un’occupazione migliore. Noi vi metteremo tutti gli strumenti a nostra disposizione”. E’ l’invito rivolto dal rettore Francesco Basile agli studenti presenti all’incontro “Resto al Sud. Per chi crede nella propria terra e nel domani”, promosso da Intesa San Paolo, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Catania (Odcec), che si è tenuto questa mattina nell’aula conferenze dell’Ipsseoa Karol Wojtyla di Catania.

Obiettivo della manifestazione: offrire una visione delle iniziative a supporto dei giovani che intendono cogliere l’opportunità offerta dal progetto “Resto al Sud”, la convenzione che Intesa San Paolo ha siglato con Abi e Invitalia per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali (di produzione di beni, fornitura di servizi e turismo) di giovani tra 18 e 35 anni residenti nelle Regioni del Mezzogiorno.

“Dovete avere in mente una specifica filiera, composta da scuola, università e lavoro – ha continuato il rettore -. L’Università sta al centro di questa filiera: deve orientare gli studenti delle scuole a scegliere il percorso di studio a loro più consono e deve occuparsi anche del placement. Rispettare questo percorso però non è semplice perché, lungo questa strada, si verifica un ‘imbuto’: quasi tutti vanno a scuola, un numero inferiore continua gli studi dopo il diploma e ancor meno giovani riescono a trovare lavoro dopo la laurea”.

“Resto al Sud – ha concluso il prof. Basile - è un’iniziativa meritevole perché cerca di mettere un freno al problema della fuga dei cervelli: in questo senso, gli ultimi dati ci dicono che la situazione sta migliorando. Questa iniziativa serve proprio ad aiutare chiunque abbia un’idea vincente a mettersi in gioco”.

Oltre al rettore Basile, sono intervenuti l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Catania Michele Giorgianni e il presidente dell’Odcec di Catania Giorgio Sangiorgio. Ad entrare nel dettaglio della convenzione sono stati poi Michele Attivissimo, direttore commerciale Retail Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa San Paolo, Giuseppe Glorioso di Invitalia e Pierluigi Monceri, direttore regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa San Paolo.

“Resto Al Sud” è l’incentivo pensato per i giovani che vogliono diventare imprenditori senza lasciare la propria terra. Grazie ad una dotazione finanziaria complessiva di 1.250 milioni di euro messa a disposizione dal “Fondo per lo Sviluppo e la Coesione”, è possibile accedere ad un contributo a fondo perduto (pari al 35% delle spese) e ad un finanziamento agevolato (per il restante 65% delle spese documentate). Di questo finanziamento l’imprenditore dovrà restituire solo la quota capitale, gli interessi gli saranno, infatti, rimborsati.

Possono usufruirne dell’incentivo i giovani tra i 18 e i 35 anni che – da soli o in gruppo - vogliono attivare una nuova attività imprenditoriale e che risiedono in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. Ciascun giovane può ricevere fino a un massimo di 50 mila euro. Se il progetto imprenditoriale è proposto da più soggetti, sarà possibile richiedere 50 mila euro per ogni soggetto fino a un massimo di 200.000 euro.

Da gennaio, data di avvio del progetto, ad aprile solo in Sicilia sono già state 345 presentate domande (circa il 16% del totale). Di queste 49 sono state già approvate e prevedono 3,1 milioni di investimenti e la creazione di 194 nuovi posti di lavoro sul territorio regionale. I progetti approvati in provincia di Catania sono in totale tredici.