“Natale emblema del nostro incontro con Dio e dell’impegno verso il mondo”

L’arcivescovo di Catania Gristina ha presieduto la Messa dell’Università di Catania nella Basilica Collegiata

18 Dicembre 2019
M.C.

“Auguro a tutti voi di poter vivere il Natale come momento che sintetizza la nostra vita umana e la nostra esperienza cristiana, nel quale possiamo avere consapevolezza del contributo che ciascuno di noi può, ogni giorno, offrire per la propria comunità, la propria città, la propria università”. È questo il messaggio che monsignor Salvatore Gristina, arcivescovo metropolita di Catania, ha voluto indirizzare questa mattina alla comunità universitaria catanese, nel corso della tradizionale celebrazione nella Basilica Collegiata. “Come Maria e Giuseppe sono stati invitati dal Signore a collaborare al Suo progetto – ha detto mons. Gristina, traendo spunto dal Vangelo di Matteo -, tutti noi siamo invitati a riflettere e a dare una risposta personale alla Sua chiamata, ciascuno con la propria vita e la propria storia. E il Natale è proprio il momento emblematico di questo incontro che si fa presenza, accoglienza e fiducia”.

Il rettore Francesco Priolo ha ringraziato l’arcivescovo e il capitolo della Basilica Collegiata per l'ospitalità, sottolineando l’impegno fattivo di padre Antonio Sapuppo, responsabile della pastorale universitaria della Diocesi di Catania, promotore di numerosi incontri nel corso dell’anno, aperti in particolare agli studenti, “con l’obiettivo di cogliere l’essenza dell’ateneo come luogo di studio, ricerca e incontro intergenerazionale e di costruzione di relazioni vere”. “E’ certamente un rapporto da fortificare ancor di più – ha detto a questo proposito il rettore -, trovando nuovi argomenti di approfondimento e di riflessione. A tutti i componenti della comunità accademica auguro infine – ha concluso il prof. Priolo, ricordando l’esempio di mons. Gaetano Zito  – di fare della pace, della fratellanza e dell’accoglienza una modalità di vita, che affianchi quotidianamente la missione di promotori della cultura”.